Nel maggio 2014 la Corte di Giustizia Europea ha riportato alla ribalta un’ importante argomentazione,mediante la “sentenza Costeja”: il diritto all’oblio,ovvero la possibilità di cancellare dalla rete dei link riguardanti i dati personali,ritenuti invasivi per la privacy della persona,in modo tale che queste informazioni non possano essere più rilevanti per la società. Garantendo questo diritto all’oblio, si lascia però la libertà a Google e agli altri motori di ricerca di decidere e ispezionare la validità delle argomentazioni. Google però,in varie occasioni, si è rifiutata di rimuovere i link,affermandone l’importanza e la necessità di quest’ultimi per l’informazione e l’interesse del pubblico,dopo aver già tenuto in considerazione l’attendibilità della notizia dai media. Si contrappongono quindi, da una parte il diritto all’informazione,dall’altra il diritto all’oblio. Entrambi notevolmente importanti per la società,poiché se da una parte l’informazione al giorno d’oggi costituisce un punto di riferimento necessario,dall’altra lo si deve fare,senza oltrepassare la privacy di una persona.

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