La mutilazione del bestiame è un avvenimento che accadde per la prima volta alla fine dagli anni 60 circa. I primi casi furono rinvenuti negli Stati Uniti e in Messico e, trattandosi di avvenimenti che capitavano molto spesso, addirittura l’FBI decise di ficcarci il naso rilasciando un documento ufficiale che proibiva l’uso di tale pratica. Infatti, si pensava addirittura che si trattasse di riti satanici oppure di alieni che facevano esperimenti sul bestiame. Ancora oggi, nonostante siano passati quasi 70 anni dalle prime mutilazioni certificate dalle autorità, la mutilazione animale è un fenomeno che sembra non passare di moda. Infatti, a una mostra canina di Milano avvenuta qualche mese fa, si è scoperto che ci sono molti padroni che mutilano i propri cani tagliandoli orecchie e coda per fargli vincere i vari concorsi a cui gli animali in questione vengono iscritti. Il cane è il migliore amico dell’uomo ed è, come quest’ultimo, un essere vivente. Merita di essere rispettato, amato e curato. Chiunque pratica tali mutilazioni, non è in grado di ricevere l’affetto che proviene da essi e dev’essere punito. Meritano delle sanzioni anche i veterinari, poiché talvolta giustificano questi gesti attraverso certificati medici. In conclusione, chiunque decide di prendersi cura di un animale, deve portare a terminare il suo impegno.

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