Nelle ultime settimane, dopo l’attentato di Parigi, è scoppiato l’allarme terrorismo e si sono intensificate sia le segnalazioni di attività terroristiche sia le attività di contrasto antiterroristiche. Da molti anni questa piaga si ripresenta, ma è da notare come possa avere più facce e come, quello di pochi anni fa, fosse ben diverso da quello attuale. Se prima le motivazioni religiose (che comunque celavano dell’altro) non erano così esplicite, ora lo sono. Non si parla nemmeno più di terrorismo, ma di guerra religiosa, un concetto assurdo, in quanto nessun dio promuoverebbe mai la strage di innocenti. Sono dunque da distinguere questi uomini malvagi dai veri islamici religiosi.
Utilizzando l’ideologia della loro religione “perfetta”, celano il loro reale scopo di raggiungere la conquista di un sempre maggior potere. Il mezzo che adoperano è la violenza e la paura: vogliono spaventarci per sottometterci. Con gli stati a loro vicini usano il terrore per ottenere fondi. Più complicato è terrorizzare gli stati più sviluppati, come quelli europei, che oltre a non essere facili da abbattere, insieme possono proporre una concreta e forte resistenza.
Dunque, non penso ci sia molto da spaventarci, dati anche gli ultimi provvedimenti contro il terrorismo. Non dobbiamo avere paura, perché sarebbe come smettere di vivere; ad esempio, sarebbe come arrendersi, rinunciare ad una visita in una grande città o alla partecipazione ad un gran evento per paura di essere coinvolti in attentati. Se smettessimo di vivere la quotidianità, sarebbe una forma di adattamento a queste organizzazioni, che dunque avrebbero raggiunto il loro scopo di terrorizzarci e indirettamente di condizionarci.
C’è comunque una cosa che mi spaventa, cioè la crescita delle generazioni future, plasmate dall’ideologia dell’Isis, nutrite dalla normalità dell’odio fin dalla giovane età, bambini nati in guerra che potranno concepire la guerra come quotidianità, senza la percezione dell’errore di questa violenza. Dunque, sarebbe giusto intervenire prima che questi innocenti siano naturalmente portati alla guerra da gruppi corrotti dalla malvagità e dalla sete di potere, anche se questo intervento potrebbe essere realmente pesante per l’umanità, soprattutto dal punto di vista morale.
La guerra non è mai giusta e giustificata, ma è ormai inevitabile; questi uomini sono giunti alle armi anche per meriti/demeriti dell’Occidente e ora bisognerebbe porre rimedio prima che sia troppo tardi. Penso che nessun uomo promuova la guerra, ma ora non si tratta di fare i moralisti, bisogna agire per salvare il salvabile, tutta l’umanità è stata trascinata in questa situazione, chi più e chi meno, ma non stiamo qui a darci le colpe, dobbiamo trovare una soluzione.
Non dobbiamo aver paura, dobbiamo essere coraggiosi e vivere, non rinchiuderci nel terrore; facendo così, ognuno nel suo piccolo potrà combattere sostenendo la società.

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1 Comment
  1. mohamed2014 5 anni ago

    Un saluto dalla redazione 2.0
    Hai creato veramente un gran bel post ,molto dettagliato e ben strutturato.
    Hai ragione su molte tue affermazioni ma soprattutto l’ultima cio

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