Al Mondiale canino di Milano, in giugno, sono stati 30.000 i cani iscritti, di cui 900 mutilati provvisti di certificati medici firmanti dai veterinari che giustificavano l’intervento chirurgico a causa di improbabili incidenti o per prevenzione. E ancora il vincitore della mostra canina tenutasi a Roma il 15 novembre 2015 è un cane con le orecchie amputate. Sebbene la legge vieti la mutilazione di animali e le pene previste per questo reato siano anche molto pesanti, continuano a verificarsi casi di cani a cui sono state tagliate la coda e le orecchie. Suscita dunque perplessità il fatto che non venga proibita la partecipazione alle mostre canine di soggetti menomati, quando è evidente che tali mutilazioni vengono praticate essenzialmente per questo scopo. Il movente è sempre lo stesso, per cui si compiono le peggiori nefandezze: il denaro. Inseguendo il sogno della ricchezza l’uomo ha perso la capacità di riconoscere la vera bellezza, offuscato da una società in cui ogni cosa ha un valore soltanto in relazione al prezzo di mercato. A farne le spese è anche il migliore amico dell’uomo, che purtroppo viene considerato come un pupazzo da esibire per garantirsi un facile guadagno. Modellare il proprio cane per farlo rientrare negli innaturali canoni di perfezione imposti dalla razza non può quindi essere considerato un gesto di amore, ma piuttosto è la palese rivelazione del desiderio egoista che spinge certi individui. Trovo sia triste e umiliante per i cani dover sfilare su una passerella affinché i padroni possano ostentare le doti dei propri animali, aspirando al premio ma dimenticando la vera ricchezza che essi possono offrire. Un cane non è consapevole di essere più o meno bello e non ha nemmeno interesse ad essere considerato tale, a differenza degli uomini che sono ossessionati dall’ideale di bellezza esteriore. Un cane è capace di amare incondizionatamente il proprio padrone e di dimostrargli assoluta lealtà, anche se è proprio da questi che viene ferito, rivelandosi sotto molti aspetti più umano degli stessi uomini.
Chiara Mochi

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