Alle mostre canine vincono spesso cani con le orecchie amputate. Ci si chiede come sia possibile quando nel nostro Paese vige il divieto di tagliare coda e orecchie ai cani.

La risposta è che in Italia la legge non si rispetta, si aggira. Così, come riporta Quotidiano.net, seppure da noi sia in vigore il divieto, spesso le gare di bellezza destinate ai quattrozampe se le aggiudicano proprio animali mutilati.

La caudotomia e l’ochiectotomia – così si definiscono queste mutilazioni con termini tecnici – (nonché il taglio delle corde vocali e l’asportazione delle unghie e dei denti) sono vietati se non sorretti da motivazioni medico-veterinarie volte a salvaguardare la salute dell’animale (e qui c’è l’escamotage).

Il divieto di interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia è sancito dall’art. 10 della Legge 4 novembre 2010 n. 2010 (ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia di Strasburgo del 13 novembre 1987).

Le conseguenze: “Qualora non avvalorato da certificato medico e relativa cartella clinica, l’intervento modificativo dell’aspetto dell’animale come sopra precisato, deve ritenersi punibile ex art. 544 ter c.p.”.
E’ quanto spiega Claudia Ricci, legale dell’Enpa, ente nazionale protezione animali.

L’espediente per aggirare l’ostacolo l’aveva fornito l’ex ministro della Salute Fazio con una circolare che rimetteva la decisione alla discrezionalità dei veterinari. Quindi, spesso, accade che basta dire che il cane da caccia è un cane da lavoro per poter praticare il taglio. Precedentemente c’era l’ordinanza Martini del 2011 che imponeva, al contrario, il divieto assoluto.

Ora, dunque, ci si può presentare alla gara con il foglio timbrato dallo specialista: le remore si superano e si sfila sereni in passerella con il quattrozampe dalle orecchie a punta come in natura non si è mai visto.

Cani di razza e “preziosi” che arrivano a costare tra i mille e i tremila euro alla nascita e che, se premiati, possono acquisire un valore in denaro inaspettato: da 80.000 euro fino al mezzo milione.

Al Mondiale canino di Milano in giugno – presenti circa 30.000 cani – quelli senza coda o con le orecchie mutilate erano molti. E, a giustificarne l’aspetto c’erano circa 900 certificati medici firmati da altrettanti veterinari che parlavano di incidenti improbabili o malattie estemporanee tali da determinare la necessità dell’intervento chirurgico.

Ma seppure il cane – peraltro costoso e di razza tanto da partecipare a gare internazionali – fosse rimasto davvero impigliato in una recinzione con un orecchio, perché si è amputato anche l’altro? E tutte queste creature, pagate profumatamente, hanno le code tanto delicate da non riuscire a fare le feste al proprietario senza romperle?

E’ talmente palese che c’è qualcosa che non quadra che sono stati per primi i veterinari a decidere di andare a fondo. ANMVI con Marco Melosi e FNOVI con Carla Bernasconi si sono messi in moto e hanno raccolto i 900 certificati medici e hanno cominciato ad esaminarli. Con un avvertimento: i “pezzi di carta” che saranno ritenuti mendaci saranno trasmessi alla magistratura e gli specialisti beccati a barare potranno essere sanzionati dall’Ordine con provvedimenti che vanno dalla sospensione alla radiazione.

“Perché è tempo di dire basta ad un malcostume che scredita l’intera categoria”, tuona Carla Bernasconi. Per adesso si sa che si sono trovate firme di molti medici veterinari inesistenti, ovvero documenti completamente contraffatti.

Non che questo abbia ancora cambiato le cose visto che, dopo Milano, c’è stata una mostra a Cesena dove ha vinto un cane mutilato e altrettanto è accaduto in diversi altri appuntamenti “ufficiali”.

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Commenti
  1. Osservatore 4 anni ago

    Ciao, ci siamo resi conto che il tuo post

  2. federotulo 4 anni ago

    Quest’articolo

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