Un concorso canino di bellezza ha un vincitore, il cane che vi partecipa: l’interesse di trionfare non è naturalmente dell’animale, ma del padrone. L’interesse è sempre della persona. Una volta vinto un concorso, il cane vincitore vale molto più di prima e naturalmente la possibilità di ricevere un’ingente cifra di denaro stuzzica il padrone, non chi ha vinto realmente la gara. Un piccolo, ma crudele “trucco”, per abbellire il proprio cucciolo, prevede la tecnica della mutilazione di coda e orecchie, atto vietato dalla Legge n. 201 del 4 novembre 2010. La pena è importante, si passa da multe elevate a molti mesi di carcere; la mutilazione viene però ancora praticata tramite i certificati medico-veterinari che aggirano la legge. Quindi, ai concorsi, ogni proprietario di un cane mutilato si presenta con il proprio certificato e si candida come possibile vincitore. Sicuramente non c’è amore in tutto questo: se, come già detto e dimostrato, l’interesse è interamente della persona, non è presente alcun sentimento nei confronti del proprio animale domestico. L’amore coesisterebbe con tutto ciò se veramente chi vi partecipa pensasse esclusivamente all’interesse del proprio cane; allora sarebbe una sana competizione e avrebbe anche più persone interessate. Perché, in fondo, alla base di questo problema, sono responsabili anche tutte quelle persone che gestiscono il concorso; potrebbero benissimo opporsi alla mutilazione, ma dato che questa frutta vari vantaggi ed entrate economiche, nessuno osa contrastarla. Infatti alla fine quel certificato che viene presentato non ha alcun valore: così tanti cani dello stesso concorso hanno bisogno del taglio netto di orecchie o coda per problemi legati alla medicina? Sorgerebbe subito un grosso dubbio, ma meglio lasciare tutto nel silenzio: in fondo, è “legalmente corretto”. Per risolvere questa spiacevole situazione, si potrebbe variare leggermente la parte di legge che riguarda appunto questi certificati, magari dando delle documentazioni più approfondite che verifichino che effettivamente l’animale abbia bisogno di questi cruenti “accorgimenti”. Sembrerebbe comunque una di quelle situazioni da cui non si riuscirà mai ad uscire senza l’intervento di forze maggiori: infatti, ora come ora, ogni persona coinvolta ci guadagna. Per capire che la mutilazione per scopi di bellezza è sbagliata non ci vuole un’intelligenza superiore alla media; basta un minimo di buon senso. È purtroppo anche vero che noi spettatori di questo teatro dello sfruttamento siamo impotenti e abbiamo bisogno di qualcuno che abbia i mezzi per sconfiggere una delle tante piaghe che riguardano il mondo animale.

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1 Comment
  1. mike37 5 anni ago

    Ciao andrecastel, volevo complimentarmi con te per l’interessantissimo articolo. Mi

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