Nonostante la legge del 4 Novembre 2010, la quale ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa del 1987 per la protezione degli animali da compagnia, sono ancora molti i casi di cani mutilati per vantaggi economici, dato che, se si esibisce l’adeguato certificato medico, si passano senza problemi i controlli. Quindi, se ci si presenta ad un concorso con un certificato e si vince, il cane di razza pagato 3000 euro alla nascita, se premiato, può aumentare di valore fino a più di 80.000 euro. In giugno, al Mondiale canino di Milano, erano presenti circa 30.000 cani ed erano molti quelli senza coda o con le orecchie mutilate: a giustificarne l’aspetto, circa 900 certificati medici, firmati da altrettanti veterinari, riferivano di incidenti improbabili o malattie estemporanee tali da determinare la necessità dell’intervento chirurgico. Pochi però, tra tanti certificati medici, quelli risultati attendibili dopo che alcuni veterinari coscienziosi si sono messi in moto, li hanno raccolti e poi esaminati. Eppure, dopo Milano, durante un’altra mostra a Cesena, ha vinto comunque un cane mutilato! D’altronde, ogni anno in Italia si svolgono circa trecento esposizione canine vinte da esemplari di questo genere, per i quali i padroni nutrono un interesse economico, più che affetto e passione. In un tal contesto, far loro del male per “migliorarli” non può stupire, per quanto sia sbagliato, considerando che anche gli animali hanno il diritto di non essere maltrattati.

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