I recenti scandali riguardanti le mutilazioni per le mostre canine dimostrano ancora una volta come l’interesse economico riesca a spingere le persone compiere atti disumani. “Fatta la legge, trovato l’inganno”: è cosi che gli italiani si sono adoperati per aggirare il provvedimento di novembre 2014 che proibiva la mutilazione canina. Sfruttando la spregiudicatezza dei veterinari, disposti a tutto pur di guadagnare, essi hanno fatto mutilare più di 900 cani, al fine di ricavarne un significativo guadagno. Non si può davvero pensare che questo possa essere un atto d’amore, non lo è affatto: ricavare sulla sofferenza degli animali non è di certo una dimostrazione di affetto, ma di grande crudeltà. In una società civile, tutto ciò non potrebbe essere neanche realizzabile, dato che di norma i veterinari dovrebbero opporsi a questo scempio, rinunciando a uno stipendio più alto e mantenendo la loro integrità morale. In questo modo i padroni rovinano quanto c’è di più bello nel rapporto tra gli animali domestici e l’uomo: il cane è il migliore amico dell’uomo, ma siamo sicuri che per gli uomini valga lo stesso? Riferendoci ai fatti appena esposti, la risposta sembra tutt’altro che affermativa.

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