Questi interventi a cui tanta, troppa gente sceglie di sottoporre il proprio cane, possono essere visti soltanto con grande disprezzo.
Questa usanza risale all’antica Roma, quando venivano tagliate orecchie e coda ai cani da combattimento per renderli più minacciosi e meno vulnerabili. Infatti questa pratica viene attuata soprattutto a cani dall’aspetto aggressivo come doberman, alani…o anche a cani da caccia.
Nonostante la legge vieti il taglio di coda e orecchie e l’asportazione di corde vocali, molte persone ricorrono a stratagemmi, ovviamente in combutta con i veterinari, per raggirare la legge e modificare l’aspetto del proprio cane. Questo fatto non deve sorprendere perchè spesso alle mostre canine vincono cani “taroccati”, e nel preciso istante in cui l’animale viene premiato, il suo valore raggiunge cifre esorbitanti. Per questo, secondo me, una buona parte della colpa ricade sui giudici e sulle organizzazioni delle mostre; si dovrebbero, infatti, vietare la partecipazione ai cani che abbiano subìto degli interventi, o in subordine, non premiarli.

Battellini Alessandro

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