Il nostro sistema economico ha bisogno di stimolare continuamente i bisogni dei consumatori affinché acquistino con ritmi sempre crescenti. Quando non è possibile indurre la sostituzione di un bene attraverso mode, pubblicità e strategie di marketing mirate, si fa in modo che sia il prodotto stesso a ‘scadere’, rompendosi e diventando inutilizzabile. Questo fenomeno si chiama “obsolescenza programmata”, ovvero costruire, ad esempio, uno smartphone, in modo che si rompa appena scaduta la garanzia di consumo. Quando un oggetto si rompe, infatti, spronati dai “suggerimenti” dei venditori, tendiamo a comprarne un nuovo modello, piuttosto che riparare quello che già possediamo. Ma tutto ciò serve davvero a migliorare la nostra qualità di vita? Ad aiutarci tutti i giorni con le nostre faccende? O serve semplicemente a fare arricchire i produttori? Ebbene sì, la risposta giusta è proprio questa: noi siamo parte di un impero commerciale basato sul consumismo, che quotidianamente ci bombarda di novità e ci controlla, spingendoci ad acquistare continuamente e ossessivamente oggetti di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Navigando in rete, ho trovato un documentario interessante della regista spagnola Cosima Dannoritzer, la quale ha inquadrato perfettamente la situazione. nel documentario viene raccontata la storia di un ragazzino alle prese con una stampante che improvvisamente smette di funzionare. Andando in vari negozi, ovunque gli consigliano di comprare un nuovo apparecchio, in quanto sarebbe più conveniente che riparare quello vecchio. Il protagonista, però, cercando in internet una soluzione, scopre che la macchina era stata programmata attraverso un particolare chip a smettere di funzionare dopo un numero specifico di fotocopie. Scopre inoltre che, scaricando un software gratuito russo, il contatore del chip si resetta, e la stampante torna a funzionare.
Questo ci fa capire che le società, anche quelle che si dicono tanto eco-friendly come la Apple, sono in realtà aziende come tutte, il cui obiettivo principale è far soldi. E l’unico modo per farlo è ingannare (perché di ingannare si tratta) i consumatori applicando delle strategie che impediscono o dissuadono dalla possibilità di aggiustare i propri prodotti.
In conclusione, cerchiamo di renderci conto di ciò che ci succede, e non facciamoci fregare da queste aziende iper consumistiche che danneggiano noi, la società e il mondo!

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