La globalizzazione è un fenomeno che ha trasformato l’intero pianeta in uno sconfinato villaggio, rendendo uniforme i modelli di consumo e gli stili di vita. Di conseguenza, oggi l’utente ha sempre più motivi per essere scontento. Spesso i prodotti non rispondono alle aspettative, gli apparecchi si guastano troppo presto, i giocattoli si rompono subito. Peggio, ci sono anche certi prodotti molto pericolosi,certe automobili non sono abbastanza sicure, certi apparecchi elettrici non sono abbastanza isolati. Inutile ribattere a tutto questo dicendo che il consumatore non è obbligato a comprare. In un mercato che offre una gran quantità di prodotti è impossibile pensare che il consumatore possa scegliere davvero. Infatti, la libertà di scelta del consumatore in realtà non esiste. Le sole cose che si possono comprare sono quelle che vengono prodotte e quindi chi decide che cosa e come produrre, impone anche cosa e come consumare. Ad accentuare il pessimismo dei consumatori si aggiungono le crisi economiche. L’aumento costante e non sempre comprensibile dei prezzi fa sentire i compratori sempre più impotenti a contrastare la situazione. Un mezzo affinché gli interessi dei compratori non siano sempre sacrificati, io penso possa essere l’unione dei singoli in associazioni, capaci di condizionare l’opinione pubblica.

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