Viviamo in un’epoca segnata dal consumismo, un periodo storico fortemente influenzato dal commercio e, di conseguenza, dal guadagno. Il fine di grandi e piccole imprese è quello di vendere quanto più possibile trascurando la qualità dei prodotti o, spesso, richiedendo che essi siano costruiti per non durare.
Viviamo nell’epoca degli oggetti rotti che non possono essere riparati, solo sostituiti.
In passato la ‘data di scadenza’ degli oggetti era ben più lunga: costosi, ma duraturi in modo da prevenire eventuali spese future.
A partire dal 23 dicembre 1924, tuttavia, si può parlare di ‘obsolescenza programmata’ : i produttori mondiali di lampadine ad incandescenza, infatti, si riunirono a Ginevra per diminuire la durata delle lampadine al fine di incrementarne la vendita. Seguendo tale esempio, negli anni ’30 i ricercatori dell’azienda DuPont crearono il nylon, una nuova fibra sintetica che avrebbe reso le calze più durature e resistenti rispetto a quelle usate in precedenza; accortisi però che tale invenzione sarebbe risultata dannosa per gli affari ,gli stessi ricercatori decisero di indebolire la fibra che avevano creato.
La Francia ha già adottato opportune misure al fine di rendere tale pratica illegale e ritengo che l’Italia debba fare altrettanto.

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1 Comment
  1. ricanews 5 anni ago

    Hai sviluppato bene l’argomento di questa settimana, riprendendo il caso del cartello dei produttori di lampadine, e non solo riportando anche un altro caso altrettanto eclatante e vergognoso. Condivido con te che i primi provvedimenti contro l’obsolescenza programmata presi in Francia debbano essere adottati anche in Italia e direi ovunque.

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