Caro lettore,
ciò che stai leggendo è frutto di una mente sana, fresca e giovanile; a digitare queste lettere sono le agili dita di una normalissima ragazza di 18 anni. Non sono assolutamente qui di fronte al mio pc per scrivervi le solite frasi fatte e “spararvi” la solita “romanzina” per farvi capire che l’alcol danneggia la vostra salute. A questo ci pensano i vostri genitori.
Probabilmente starete pensando “ma in che mondo vive questa?”… “ha 18 anni e parla come se fosse mia madre”… “pensa di essere una donna vissuta ‘sta qui”… Bhe si avete ragione, sono diversa da tutti gli altri, ho 18 anni e non mi sono mai presa una sbronza. Fortunatamente come me ce ne sono ancora di ragazzi.
Passo un po’ del mio tempo libero, come molti di voi, a leggere le notizie che mi compaiono sulla home di facebook e tante volte mi chiedo “che cosa hanno i miei coetanei al posto del cervello? Una nocciolina?”.
Leggo storie di ragazzi che si mettono al volante con un tasso alcoolemico alle stelle, ma questa è una delle storie più comuni. Ragazzi che si picchiano senza motivo, o meglio solo perché non controllano i loro istinti dal momento che hanno il cervello “nacquarito”, come diceva mio nonno, ovvero che non riescono a controllarsi per il fatto di aver bevuto troppo.
Fosse solo l’alcol… Il problema è che spesso i giovani accompagnano il famoso “beverone” con stanze ancora peggiori.
Sinceramente? Provo un grande schifo per tutto questo.
Entro in discoteca e quella che si sente diversa da tutti sono io. Osservo molti ragazzi che mi passano di fianco e sono più quelli che mi vengono a sbattere rispetto a coloro che camminano dritti per la loro strada. Queste persone hanno la vista offuscata, magari ci vedono doppio, pensano di divertirsi, non lo so, non posso dirlo. So solo che domani non si ricorderanno più nulla. Alcune ore della loro vita non se le ricorderanno mai… Non è orribile? Esci la sera per divertirti con gli amici, e il giorno dopo se sai dove sei stato è già tanto.
Osservo e ascolto i giovani che il sabato pomeriggio si preparano per “la serata da urlo”… “Bella zì, andiamo al supermercato a comprare da bere per sta sera, ce sfondamo!!”… Si esatto, proprio una serata che finisce molto volte con l’ “urlo” della sirena dell’ambulanza, proprio una bella “serata da urlo”.
Entro in discoteca e vedo i buttafuori che vanno a destra e sinistra a raccogliere la gente che vomita…
Che schifo.
Il 22 ottobre su facebook, nella pagina de “il Resto del Carlino” ho veramente letto quello che non avrebbero mai voluto leggere i miei occhi: “Olimpiadi alcoliche, un premio a chi scola più drink”. Sarebbe dovuta essere una festa organizzata da un gruppo di universitari nella discoteca “Controsenso” di Forlì. Le discipline previste? Beer Pong, dama alcolica e roulette (ovviamente anche questa alcolica)… Non sono neanche curiosa di sapere in che cosa consistano queste discipline alcoliche. Sarebbe dovuto essere solo un gioco per far divertire i ragazzi. Queste Olimpiadi, anche se molto particolari, avrebbero dovuto avere persino un vincitore, che si sarebbe conquistato un viaggio all’estero per due persone. La domanda che sorge spontanea è: “sarebbe mai riuscito questo ragazzo a partire?”. Fortunatamente questa manifestazione è stata annullata per tempo.
Sono una ragazza sportiva e leggere “Olimpiadi alcoliche” mi ha fatto rabbrividire. Come rovinare il senso puro dello sport… Il concetto di Olimpiadi è generalmente collegato ad attività fisiche di tipo agonistico riservate ad atleti che sono ai vertici delle classifiche mondiali. Uno degli scopi principali dello sport è quello di allontanare i giovani dalle cattive abitudini come l’alcol e il fumo. In questa circostanza il concetto di Olimpiadi è completamente “affondato”. Sì, affondato in una bottiglia piena di Vodka magari.
In questa gara nella discoteca di Forlì i vincitori sono stati veramente coloro che non l’hanno fatta svolgere.
I veri vincitori non sono coloro che si “sfondano” tutti i sabati sera, sono le persone che si divertono con “la testa attaccata sul collo”. Sono loro i veri vincitori, perché il premio che spetta a questa persone è la vita, e loro hanno capito che ogni momento è fondamentale per crescere. Perché non ricordarsi più nulla il giorno dopo?… La vita è una e bisogna tenersela stretta.

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