Nonostante siano in costante aumento gli eventi spiacevoli, le buone azioni sono dure a morire.
Notizia di questi giorni, ad esempio, è la restituzione di un’ingente somma di denaro da parte di un autista che, trovato un borsello sotto il proprio veicolo, si è impegnato per rintracciare il naturale proprietario. 43mila euro restituiti! Non sono pochi e si è accontentato, come lauta ricompensa, solo di un caffè.
Questa è sicuramente una prova della generosità e dell’onestà che caratterizza la maggior parte delle persone, ed è proprio grazie a loro se c’è ancora umanità in questo mondo che “cade a pezzi”. Negli ultimi decenni, infatti, si è sviluppata la cupidigia di possedere denaro, spesso a scapito di altri, come testimonia quanto accaduto a Prato ove delinquenti, pur di arricchirsi, non hanno esitato a rubare offerte e donazioni per alleviare la povertà in Tanzania. La conseguenza principale di questa smania è sicuramente l’aumento del fenomeno che corrode la società: la corruzione generalizzata.
Non c’è dubbio: la strada giusta è combattere l’egoismo. E per questo fine gli atti di onestà, per quanto piccoli, sono pur sempre efficaci. Bisogna rispettare il prossimo, aiutarlo anche a costo di un sacrificio.
La generosità e l’onestà non sono in “via d’estinzione”. Ognuno di noi ne possiede. Non importa la quantità, è il momento di tirarle fuori, mostrarle e farne uso; rappresentano valori da preservare, fondamentali per la ricostruzione morale.

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