L’onestà e la generosità sono due valori da sempre esistiti, che esistono ed esisteranno sempre. La decisione di ostentarli o no dipende dalla voce della nostra coscienza: più è forte e meno sarà difficile da ignorare; più è debole e più malefatte combineremo senza rimorso. Nel caso del signor Tidei, ritrovatosi con più di 40 mila euro per le mani, la sua coscienza ha gridato di restituire il denaro al proprietario. Fossi stata io al posto suo, credo che mi sarei posta il problema di come si potesse sentire quel signore senza quella somma di denaro non certo indifferente. Angosciato? Tormentato? Qualsiasi sensazione negativa che avrebbe potuto provare sarebbe bastata a farmi passare dalla testa l’idea di tenere il “malloppo”. E cosa dire di quei due malviventi che hanno pestato e derubato un prete della diocesi di Prato e l’hanno derubato delle offerte per i poveri destinate alla Tanzania? Se è vero che l’onestà e la generosità sono virtù intrinseche degli uomini, lo sono anche i vizi come l’avarizia e l’egoismo. Questi ultimi sono riusciti a prevalere sulle prime e a spingere i due criminali a un atto meschino come derubare i poveri. Allora qual è l’indole della natura umana? Siamo buoni o cattivi? «Nessuno fa solo cose giuste o sbagliate. Siamo luce e ombra insieme.» Sara Rattaro

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