La notizia è ormai stata ascoltata da tutti.
Luigi Tidei, un autista quarantenne delle Marche, in un parcheggio, sotto la macchina appena sistemata, trova un borsello. Dentro ci sono molte banconote da cinquecento, un bigliettino che rende conto della somma di denaro e la carta d’identità del proprietario di quei soldi.
Il suo atteggiamento di fronte a quei soldi non è quello che molti avrebbero fatto e che ciascuno si sarebbe aspettato. Ha stupito tutti.
Il signor Tidei prende la sua macchina, raggiunge la casa del proprietario dei quarantatré mila euro trovati e restituisce tutto.
Si giustifica anche, dicendo : “quei soldi per me erano un peso sulla mia coscienza. 43 mila euro non mi cambiano la vita.”
Non accetta nessuna ricompensa, si accontenta anche solo di un caffè.

Un gesto di onestà.
Un atto di generosità.
Un uomo giusto.
Dopo ciò, l’onestà e la generosità esistono ancora in un mondo in cui prevalgono la cattiveria, l’egoismo e la disonestà?
L’episodio appena descritto è , sicuramente, prova del fatto che ancora esistono persone oneste e generose, che, seppur in minor numero, rappresentano la vera società, quella basata sui veri valori.
Di fronte al mondo, non contano niente, non vengono neanche calcolate, ma sono quelle che valgono di più.
L’onestà esiste ancora, anche se in via di estinzione.
Il gesto dell’ autista ne è la prova …

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