A molti è nota la situazione odierna delle carceri italiane che, con 145 detenuti per 100 posti, portano il nostro Paese tra gli stati europei con i maggiori problemi di sovrappopolamento carcerario. I detenuti vengono spesso maltrattati; infatti i responsabili, che dovrebbero mantenere l’ordine nella struttura, talora abusano del loro potere vessando chi vogliono.

Chi è stato rinchiuso in prigione ha il diritto di continuare a sognare seppure stia scontando una pena. Bisogna evitare che i detenuti perdano il contatto con il mondo esterno isolandosi ed estraniandosi dalla società, sennò, una volta usciti dal carcere non sapranno più come affrontare la realtà quotidiana.

Uno dei modi migliori per permettere a chi è dietro le sbarre di evadere con la mente e riflettere è leggere. Leggendo, infatti, è possibile immedesimarsi momentaneamente in un racconto oppure apprendere cose nuove e questo è fondamentale per il percorso di correzione dei detenuti. Inoltre è importante che i libri siano nuovi e aggiornati in modo che chi li legge possa mantenere virtualmente i contatti con il mondo senza sentirsi escluso.

Molte persone sarebbero felici di regalare un libro a un carcerato pensando che grazie a questo possa accrescere la propria esperienza e imparare cose nuove.

Il problema del sovrappopolamento delle carceri si ridurrebbe presto grazie alla proposta di legge recentemente fatta, che prevede l’accorciamento della pena per chi legge una determinata quantità di libri. Sarebbe etico e utile all’Italia accettare questa proposta, infatti, come la buona condotta, la formazione personale e lo studio individuale dovrebbero essere premiati con uno sconto della pena.

Bisogna ricordarsi che anche i detenuti sono individui pensanti e, anche se una volta nella vita hanno sbagliato, hanno il diritto ai libri e, anche grazie a questi crearsi una nuova vita.

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