Per i detenuti che devono affrontare poi anche una lunga dura e faticosa fase di reinserimento e cosa meglio di un libro può aiutare. Soprattutto dato che lo stato italiano nella maggior parte dei casi non si occupa come invece dovrebbe del loro reintegramento. Il rifornimento di libri dovrebbe essere una delle basilari concessioni se non addirittura diritto per tutti i carcerati.
Un libro è un portale per la propria immaginazione, ricchezza personale e apprezzo davvero profondamente questa campagna di rifornimento per i carceri. Un condannato che sta scontando la sua pena non deve essere privato della possibilità di leggere e esprimere artisticamente o non se stesso.
Come diceva Umberto Eco” chi non legge a settant’anni avrà vissuto una sola vita. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni. La lettura è un’immortalità all’indietro”, la lettura ti incrementa l’anima e la solitudine, il pentimento possono e anzi devono essere accompagnati e sostenuti. Infatti durante questo momento di recupero in particolare un libro può aiutare di moltissimo la condizione di debolezza.

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