I libri sono gli ‘oggetti’ più amati da buona parte della popolazione, a tal punto di non considerarli più nemmeno oggetti. Difatti è davvero difficile pensare che quello sia un ‘oggetto’ e non un qualcosa che ti apre un mondo davanti. Perché è proprio questo che fa, ti fa entrare in un mondo completamente nuovo di cui solo tu sei a conoscenza. Penso che sia questo il motivo principale perché i detenuti hanno sviluppato questa ‘dipendenza’ verso i libri. Li fanno fuggire da quelle maledette sbarre. Poco dopo questo nuovo fenomeno, si è aperto subito un problema. Ci sono troppi pochi libri nelle prigioni e quelli che ci sono troppo rovinati, quindi perché non rifornirli di nuovi libri?
Alcuni potrebbero essere contrari in quanto pensano che non sia giusto che quei detenuti che magari hanno ucciso, debbano trovare sollievo nei libri. Effettivamente hanno ragione, quindi proporrei di un metodo di scelta per chi può e non può leggere. Magari che chi ha commesso delitti più ‘lievi’ potrebbero leggere, ma non credo che sia giusto che detenuti che hanno ucciso debbano trovare una distrazione per i loro sensi di colpa, perciò facciamo delle differenze fra chi deve pensare a ciò che ha fatto e a chi si può permettere di scappare.

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