La lettura rappresenta per molte persone un momento di svago, di piacere oltre che di crescita culturale e personale. Leggere fa bene ai grandi e ancor di più ai piccoli: identificarsi con i personaggi di una storia aiuta a scoprire lati nascosti del carattere e a buttar fuori paure e ansie.
Tra le pagine di un libro, infatti, si trovano le occasioni per riflettere su se stessi e per confrontarsi. Proprio per questi motivi la scelta del libro giusto è fondamentale e rappresenta una buona risorsa per chi, come i detenuti, ha bisogno di meditare sulla realtà.
Ultimamente si parla di un’iniziativa nata a Roma, “Libri in sospeso”, che prevede la raccolta di libri da donare ai carcerati. Questa iniziativa permette a ognuno di noi di regalare un libro che poi verrà donato a un carcerato permettendogli di leggere durante i momenti in cella. Ma è giusto donare un libro a un carcerato? Secondo me si, perché loro non hanno niente da fare, tranne che stare in una stanza seduti o sdraiati o uscire fuori per circa 10 minuti, infatti, il libro può essere una via d’uscita per liberare la propria mente dai pensieri.

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