E’ iniziata a Roma l’iniziativa del ‘libro sospeso’, cioè aumentare il numero di libri a disposizione dei detenuti. Tutto è iniziato da un libraio della capitale che ha notato la mancanza di libri e soprattutto la mancanza di libri nuovi, nonostante ci sia una buon numero di richieste di lettura. Già negli Stati Uniti si è attuata una riforma in cui i lettori in carcere riceveranno fino a 48 giorni di sconto di pena all’anno, quindi 3 giorni in meno ad ogni libro letto. (Anche in Italia si sta prendendo in considerazione quest’ultima).
Si è sempre detto che la lettura rieduca le persone, che le fa diventare in qualche modo migliori. Ma questo funziona anche con i detenuti che hanno commesso dei reati gravi?
Io non sono nessuno per giudicarli e dire chi può e chi non può cambiare, ma ho molti pregiudizi. Insomma, possono leggere libri sono per i 48 giorni in meno l’anno senza imparare nulla da quello che leggono. Certo i carceri hanno il compito di ristabilire i detenuti per poi inoltrarli di nuovo nella società, non è mia una spazzatura per persone! Ma io credo che alcune persone non cambieranno mai: il lupo perde il pelo ma non il vizio!

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