Quando ci troviamo davanti alla parola libertà cerchiamo di dare una nostra interpretazione, una nostra spiegazione a questo termine, ma forse nessuno sa realmente che cosa sia la libertà. È probabile che colleghiamo questa parola all’abolizione dello schiavismo, ma se è così sbagliamo; una canzone che ci rappresenta, uno sport che ci spinge oppure un libro della vita possono rappresentare la vera libertà, quella dell’animo. La lettura di un romanzo è paragonabile alla costante indipendente di fisica, non dipende né da dove siamo, ne dal momento in cui ci troviamo. Sostenere che un detenuto in carcere sia più libero di un uomo fuori da una cella è forse esagerato, ma non è impossibile sentirsi libero anche dietro le inferriate di una prigione. Basta leggere e ci si sentirà subito lontani da dove realmente ci si trova, catapultati nel mondo e nelle vicende vissute dal protagonista della nuova “vita” raccontata nel libro che si sta leggendo. “Alcuni uccelli non sono fatti per la gabbia, questa è la verità. Sono nati liberi e liberi devono essere. E quando volano via ti si riempie il cuore di gioia perché sai che nessuno avrebbe dovuto rinchiuderli”: il protagonista del film Le ali della libertà, nonostante sia un carcerato, si sente libero e, per far sentire così i compagni di prigionia, per settimane scrive ad una libreria vicina richiedendo nuovi libri, libri per la loro biblioteca, libri per la loro anima. Grazie alla lettura, e alla musica, per qualche momento riuscivano a non sentirsi parte di quella dura quotidianità, ma si vedevano in altro mondo, in un’altra vita. Staccare un attimo la spina da quello che ci circonda: è questo che ci propone la lettura, perché ognuno di noi, dal più ricco al più povero, dal più “libero” a quello meno, ha bisogno di allontanarsi dalla propria routine, per volare spiegando le ali della libertà.

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