Da qualche settimana si sente parlare di un’idea che vede coinvolti le migliaia di carcerati presenti nel territorio italiano, una sorta di “riforma” che comporterebbe l’introduzione di libri all’interno delle carceri del nostro Paese, un regalo da parte del cittadino “libero” italiano verso chi, purtroppo, non ha la possibilità di essere tale. Senza alcun dubbio, la proposta ha il pieno appoggio da parte mia, una lettura che può essere da base per quella libertà tanto attesa da parte del “colpevole”, il quale partendo da una vera e propria “affrancazione” di tipo mentale, potrebbe proiettarsi verso un’emancipazione anche fisica.
Spesso si sente parlare delle carceri italiane solo in senso negativo, discutendone il poco numero a disposizione paragonato all’eccessiva presenza di carcerati nel Bel Paese, i quali spesso sono stati oggetto di riforme e nuove leggi, che in realtà hanno mutato di ben poco quella che è la loro difficile condizione nelle strette mura: quella dell’incentivazione alla lettura è una proposta che non deve assolutamente passare inosservata e incompiuta, nel tentativo di dare nuovamente vita a chi ha enorme fatica nel costruirsela.
Si potrebbe lanciare l’hashtag “leggereperevadere”, un vero e proprio inno al libro che, in questo ambito più come mai, funge da migliore amico dell’uomo: leggere per andare via, leggere per liberarsi, leggere per fuggire.
Regaliamo tutti un libro ai detenuti!

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