Leggere un libro è vivere tante vite eterne in un breve lasso di tempo.
Varcare la soglia di un mondo che appare sconfinato, privo di qualsiasi limite.
Entrare e respirare aria capace di rigenerare, aria purificatrice, benefica.
Scoprire un’esistenza che penetra nel profondo, spargendo i semi del pensiero che sboccerà dopo l’avventura.
Leggere un libro è fuggire dalla triste e grigia monotonia che ci tiene intrappolati in un presente statico e forse privo di grandi emozioni.
Leggere è vivere, vivere la libertà di essere, di sognare e di immaginare.
Ed è un’occasione che dovrebbero avere tutti quanti, anche i detenuti nelle carceri.
Sono persone che trascorrono le loro giornate in compagnia della solitudine, nel vuoto silenzio che li rinchiude in pochi metri quadrati.
Sarei felice di regalare loro dei libri. Per farli evadere dalla loro prigionia mentale; per far respirare loro l’anima delle parole che stanziano sulle pagine, nuove o ingiallite, di un buon libro; per fare in modo che entrino in contatto con la sensazione di leggerezza che i viaggi della fantasia concedono.
Regalerei loro un libro perché meritano di vivere.
Anche se hanno commesso un omicidio; anche se sono dei serial killer spietati che non vedono loro di uscire di galera per ricominciare la loro attività preferita; anche se sono uomini crudeli che collezionano macchie nere sulle fedine penali; la loro mente merita di vivere, esattamente come quella di tutti gli altri. Senza limitazioni o costrizioni, senza se e senza ma.
La vita è una continua emozione, non si può impedire a nessuno di viverla.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Mi piace moltissimo il modo in cui hai deciso di affrontare l’argomento, lo stile

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