Al giorno d’oggi, noi giovani, siamo particolarmente legati ai nostri smartphone, è il più diffuso strumento di comunicazione sempre a portata di mano, sempre connesso ed efficiente. È vero il modo di comunicare si evolve, ma noi, paradossalmente, retrocediamo. Con questo voglio far riferimento a tutte quelle volte che nascondiamo le nostre insicurezze mediante Whatsapp o qualsiasi altro social. Ormai gestiamo le nostre relazioni a distanza, con un oggetto, e sfioriamo più tasti che volti. Certo la tecnologia accorcia le distanze, permette di condividere emozioni e momenti con persone distanti, ma il risvolto della medaglia è pericoloso: siamo davvero dipendenti dai nostri cellulari. La prima cosa che facciamo al mattino è accenderlo (se lo abbiamo spento) o controllare i messaggi o andare sui social, in pochi hanno fatto una prova di resistenza, nessuno se ne distanzia. Personalmente credo di non esserne dipendente, quando sono in compagnia, con le mie amiche, preferisco non usarlo, e quando studio lo tengo a distanza. C’è una grande differenza tra le relazioni vere e quelle virtuali, i social non possono sostituire l’ impatto diretto, le persone trasmettono la loro emotività attraverso occhi i gesti. Controlliamo l’uso dei nostri smartphone.

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