Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una rivoluzione tecnologica di portata mondiale, tant’è che si può parlare di una e vera propria “era degli smartphone”. Di questo strumento ci serviamo quotidianamente,basta un semplice click per condividere foto con gli amici, mandare messaggi, acquistare un biglietto dell’autobus ecc…
Mette in rilievo le nostre dote tecnologiche, in realtà di molte funzioni non conosciamo nemmeno l’esistenza. Eppure lo smartphone è la prima cosa con cui veniamo in contatto al mattino e l’ultimo di cui ne facciamo uso alla sera. Al giorno d’oggi chi non è dotato di questo strumento rivoluzionario è visto come uno del terzo mondo ed è escluso dalla società moderna. La differenza tra ieri ed oggi è che i ragazzi di una volta chiedevano ai genitori come regalo la bici o lo zaino; oggi un smartphone o la custodia griffata. Abbiamo perso la veduta visiva dei paesaggi e musei per immortalare le immagini di essi con lo smartphone. Riprendiamo allora la libertà di stare in gruppo chiacchierando e non massaggiando, e magari perdere il vizio di portare lo smartphone a tavola, reimparando a dialogare.

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