Il 29 marzo è stata la domenica dell’Italia a due e a quattro ruote. Dalla Formula 1 a Sepang, in Malesia, alla MotoGp sul circuito di Losail, in Qatar, risuona l’inno di Mameli per celebrare le vittorie della Ferrari con Sebastian Vettel e di Valentino Rossi. A questa giornata ha contribuito anche la Ducati, portando sul primo podio del Motomondiale 2015, al secondo e terzo posto, altri due italiani. La Ferrari non vinceva dal 12 maggio 2013, quando Fernando Alonso conquistò il Gran premio di Spagna sul circuito di Montmelò, vicino a Barcellona. L’ultimo podio tutto italiano nella motoGP era vecchio di nove anni. Sulla scena mondiale, questi successi sportivi, in particolare con i motori, possono costituire una svolta significativa anche per la ripresa economica del Paese. Già dopo la vittoria ai Mondiali di calcio nel 2006, si era creduto che sarebbe migliorata anche l’economia: allora non funzionò, ma questa volta potrebbe funzionare, perché l’importante affermazione dei motori italiani ha portato una ventata di ottimismo che, affiancandosi a qualche indizio di ripresa economica, fa ben sperare. Tra l’altro, uscire dalla crisi, che ha causato in questi difficili anni la riduzione anche dei finanziamenti erogati alle società sportive, equivarrebbe a poter investire di più in un settore in cui l’Italia si è sempre distinta, soprattutto in certe discipline. E, oltre all’arte e alla cultura, anche lo sport garantisce un gran ritorno di immagine, invero un po’ appannata, per la nostra penisola.

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