La tradizione sportiva Italiana è molto lunga e ricca di successi, come non pensare, ad esempio, agli scatti brucianti di Pietro Mennea, oro olimpico e detentore per molti anni dei record mondiali sui 100; 200 e 400m, oppure ai quattro successi della nazionale Italiana di calcio nei mondiali del ’34, ’38, ’82 e, quello più recente, nel 2006.
Inoltre, l’Italia è uno dei paesi europei con il più alto numero di tesserati a società sportive, senza contare i milioni di persone che praticano un’attività pur senza appartenere a società o club e che quindi svolgono sport per il benessere ed il piacere personale.
A proposito di benessere però, è vero che lo sport, e in particolare i successi sportivi, portano dei vantaggi, e quindi un maggiore benessere al paese?
Beh, sicuramente, dei vantaggi ci sono, ma non è sempre cosi, basta pensare al Brasile che nell’estate scorsa, ha ospitato i Mondiali di calcio, vinti poi dalla Germania.
Dietro alle 64 partite disputate infatti, ci sono stati dei lavori, e quindi delle spese enormi effettuate da un paese con già non pochi problemi per ospitare i ben 3500000 spettatori che hanno seguito le partite all’interno dei 12 stadi che sono stati tutti ristrutturati o addirittura costruiti per l’occasione.
I lavori però, non hanno interessato solo gli stadi, ma anche gli aeroporti, le strade e tutto ciò che riguarda la viabilità del paese oltre a tutte le forze dell’ordine che sono state impiegate per garantire la sicurezza.
Insomma, per prepararsi a questo evento il Brasile ha speso ben 15 miliardi di dollari, una cifra sicuramente esorbitane, ma non è questo il problema maggiore, ciò che ha scatenato rivolte e proteste in tutto il paese è stato il fatto che questi lavori sono stati quasi tutti affidati a imprese straniere.
Tutti questi sforzi, soprattutto economici, però, avrebbero potuto essere ripagati, e il Brasile avrebbe potuto offrire un’ottima immagine di se ai miliardi di spettatori che hanno seguito il Mondiale.
Ciò che questi ultimi hanno invece visto sono state le proteste, le rivolte, la corruzione e le disparità sociali con le quali il popolo brasiliano convive oramai da anni.
Inoltre, il paese non ha guadagnato un solo centesimo da questo evento dato che i costi sono stati molto più alti dei profitti e gran parte dei soldi ricavati dai diritti televisivi e dagli spettatori che sono andati a vedere gli incontri allo stadio sono finiti, cosi come era successo per il Mondiale 2010 in Sudafrica, nelle tasche della Fifa, la federazione internazionale che governa il calcio.
Contro quest’ultima, si è scagliato anche l’ex campione della Seleçao Romario che in un’intervista ha dichiarato : “il concetto che passa è che la Fifa sta facendo un favore ai brasiliani e ai suoi politici. La Fifa verrà qui in Brasile senza spendere un euro, e se ne andrà dopo aver guadagnato almeno un miliardo di euro”.
Sicuramente però oltre a questi fattori negativi, che non sono pochi, ci sono anche dei vantaggi come, ad esempio, l’incremento del turismo, l’aumento di posti di lavoro ma anche i rimborsi degli sponsor che crescono ad ogni turno che la squadra passa nella competizione.
Inoltre, secondo me, quello della visibilità è uno dei più grandi vantaggi che un paese può trarre dall’ospitare o, ancora meglio, dal vincere un simile evento.
Anche perché, altrimenti, non si spiegherebbero i 140mila euro con i quali il Coni ricompensa quegli atleti che portano in patria un oro Olimpico e che fanno infuriare (giustamente a mio parere) tutti coloro che sostengono che non si debba pagare niente dato che questi campioni svolgono solo il loro lavoro per il quale sono già abbondantemente pagati.
Ma non disperiamo, l’Armenia, non certo uno dei paesi più ricchi del mondo paga ben 700mila euro per un oro olimpico, probabilmente quindi, qualche vantaggio ci sarà pure…
In conclusione quindi, secondo me, per far aumentare il benessere di un paese bisognerebbero prima eliminare i problemi più grandi che si trovano alla base (ad esempio la già citata disparità sociale che troviamo in Brasile) per poi dedicarsi, ad esempio, allo sport o ad altri settori che possano procurare dei guadagni.

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