Siamo in un’ epoca di innovazioni tecnologiche, nella quale la tecnologia sta lentamente prendendo il posto di tutto ciò che è considerato analogico o si ingegna per trovare nuove invenzioni che rendono la vita più semplice.
E’ il caso della stampante 3D, nuova frontiera dell’ hi-tech: essa permette, partendo da una materia prima di uso comune, come ad esempio la plastica, di realizzare praticamente tutto quello che possiamo pensare: si va dagli attrezzi più comuni, come un martello o una sedia, alle componenti necessarie alla costruzione di complicati marchingegni fino addirittura al cibo.
I lati positivi di questa novità sono molteplici: innanzitutto abbiamo un costo di materiali e manodopera decisamente inferiore, ad esempio per realizzare una semplice cornice, con la stampante 3D è necessario solo trovare della materia prima ed essere capaci di impostarla in modo tale da programmarla per la realizzazione di tale oggetto.
Analizzando invece il tutto da un punto di vista più ampio, le stampanti 3D in un futuro potranno anche risolvere in parte il problema della fame nelle zone del Terzo Mondo, sfruttando i materiali che al contrario del cibo sono abbondanti.
Un’ altra annotazione doverosa da fare è il cambiamento del lavoro dell’artigiano che si effettuerebbe nell’eventualità di un forte uso delle nuove stampanti: essi passerebbero dal produrre i prodotti di loro pugno, con la loro manualità e le loro competenze, al dover semplicemente digitare su una tastiera una serie di codici necessari per l’avvio delle procedure della stampa dell’oggetto in questione.
In questo modo cambierebbe di conseguenza anche il modo in cui tali artigiani verrebbero istruiti alla loro professione, poiché la manualità e l’abilità non sarebbero più delle competenze richieste e necessarie per il mestiere.
Stiamo comunque parlando di innovazioni e rinnovamenti che impiegheranno diversi anni per prendere piede, poiché vi è ancora molto da fare e da scoprire nel mondo dell’applicazione delle nuove tecnologie, ma non è in dubbio il fatto che i cambiamenti siano nell’aria.

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