Il ventunesimo secolo, si sa, può essere considerato il periodo della ricerca e dell’innovazione in tutti i campi, in modo particolare in quelli riguardanti la tecnologia. Questo progresso ha portato un notevole cambiamento dello stile di vita nella società moderna, perché nessuno, almeno fino a 20 anni fa, si sarebbe mai immaginato di usare strumenti sempre più complessi per effettuare telefonate o altro. Oggi tutto questo è diventato possibile e, per certi versi, le nuove invenzioni hanno migliorato la situazione globale e, per altri, hanno reso l’uomo abbastanza “pigro”. Pensiamo, per esempio, alle innumerevoli macchine e ai robot utilizzati nelle industrie o ai modernissimi programmi per computer e smartphone: essi hanno contribuito a migliorare il nostro tenore di vita dandoci la possibilità di programmare appuntamenti, di comunicare con persone lontane e molto altro ancora ma, dall’altra parte, ci hanno reso pigri perché a volte ricorriamo ad essi anche per svolgere delle semplici azioni. Un discorso a parte è rappresentato dalle tecnologie sanitarie grazie alle quali molte persone aventi capacità motorie o intellettive limitate possono cercare di condurre una vita abbastanza normale. Riusciremo ad entrare in simbiosi con le nuove tecnologie, senza però limitare la mente umana, che è più perfetta di quella artificiale?

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