Oggigiorno si suol dire, giustamente, che la tecnologia ha reso la nostra vita più confortevole. Tuttavia è anche la causa di nuovi vizi e difetti che si presentano in sempre più persone. Uno di questi, per esempio, riguarda la comunicazione. Con la diffusione del telefono, infatti, erano già subito sorte delle polemiche per il fatto che il parlare faccia a faccia sarebbe stato sostituito dalla sola voce. Ora, invece, non si sente più neanche quella poichè questa grande invenzione che era ed è comunque ancora il telefono è stata ormai sostituita dai sistemi di messaggeria mobile e dalla posta elettronica. Adesso una conversazione si può svolgere tranquillamente soltanto scambiandosi brevi testi e faccine (le cosiddette “emoticon”) e tutti questi sistemi di scrittura vengono usati per i tipi di messaggi più disparati: di lavoro, d’amore, tra amici, etc. Per dare certe notizie, come un orario o un’informazione generale, non c’è bisogno della propria presenza fisica, ma usare queste tecnologie per chiedere notizie di qualcuno o per dichiarargli quanto gli si vuole bene, sia in termini di amicizia che d’amore, è un po’ troppo eccessivo. Difatti in questi casi, se possibile, sarebbe meglio un incontro fisico, ma se le condizioni non lo permettono e se siamo particolarmente legati alla persona interessata, si può comunque riparare in una lettera, che è sempre ben gradita. Infatti l’esprimersi attraverso uno scritto di proprio pugno è indice di interessamento e cordialità. Al giorno d’oggi chi scrive lettere a mano o è visto, nel migliore dei casi, come un gentiluomo di vecchio stampo oppure come uno di quelli che scansano la tecnologia come i pipistrelli la luce, incolpandola di tutti i mali oggi presenti sulla Terra. Un altro aspetto da osservare è quello riguardante il tempo che oggi si impiega a spedire e a ricevere un sms o una e-mail, infatti oramai le conversazioni sono vuote e inattese, non si sta più giorni e giorni ad attendere una risposta dal destinatario in questione. Di conseguenza si mandano sempre più messaggi e la conversazione iniziale rischia di sfociare in un semplice botta e risposta che va avanti a non finire. Un supporto tecnologico riguardante il mondo delle comunicazioni che invece è più condivisibile è la webcam, una piccola telecamera che, installata sul proprio computer e su quello della persona interessata, permette di realizzare una videochiamata. E’ quindi grazie a questo dispositivo che due persone che abitano in parti diverse del mondo, ma anche in città lontane l’una dall’altra (per esempio: Milano e Palermo), possono parlare con la propria voce e allo stesso tempo vedersi. Ovviamente anche in questo caso c’è chi abusa della tecnologia: gente che usa questi dispositivi per videochiamare una persona che abita nello stesso isolato o più per mostrarsi che per parlare. Infatti anche video e immagini oramai sono entrate nel mondo delle comunicazioni e, chiaramente, c’è sempre chi se ne approfitta e ci guadagna. Tuttavia questo è il prezzo della tecnologia: essendo nelle nostre mani siamo noi che decidiamo il modo migliore in cui usarla. Detto questo, non credo proprio che il genere umano dovrà assistere ad una futura presenza di robot nelle nostre città e nelle nostre vite: i modelli finora progettati sono molto costosi e se anche si riuscisse a produrli in massa, svolgerebbero un ruolo prettamente industriale o da laboratorio. Infatti non dobbiamo pensare che i robot del futuro siano quei buffi automi che a volte ci capita di vedere in televisione atteggiarsi in maniera goffa, bensì macchine, non necessariamente antropomorfe, che possano svolgere quei mestieri che l’uomo incontrerebbe grandi difficoltà a svolgere, quali la manutenzione di un impianto nucleare o l’analisi di detriti vulcanici, se non di carotaggi. Quindi scordiamoci gli androidi di “Alien” o l’inarrestabile “Terminator” e accontentiamoci dei nostri navigatori satellitari o smartphones che ci fanno già disperare abbastanza.

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