Roma non si studia solo tra i banchi di scuola e ce lo dimostra un noto film del 2000 prodotto da Ridley Scott: “Il Gladiatore”. Mi sono immersa in questa pellicola tante e tante volte, ho respirato l’aria calda dell’Urbe, sentito sul viso la polvere alzatasi dal campo di battaglia al solo scalpitare dei cavalli, sentito la folla gridare “A morte!” col pollice verso, ho conosciuto ogni singolo personaggio di Roma antica, nel suo essere buono, cattivo, ingenuo, aggressivo, prodigo, folle…
Il film si apre nel 180 d.C., durante una campagna militare romana condotta in Germania da parte del valente generale Massimo Decimo Meridio, al servizio del giusto imperatore Marco Aurelio, in quegli anni molto malato; quest’ultimo tratta il condottiero come se fosse il figlio che ha sempre desiderato, perché in realtà, suo figlio naturale Commodo, gli sembra troppo inesperto e infantile per prendere in mano le redini della Repubblica ed essere nominato Imperatore. Ma il figlio, venuto a conoscenza della decisione del vecchio padre, lo soffoca, uccidendolo e, rivestito della carica d’Imperatore (in quanto primogenito), dà ordine immediato di uccidere Massimo e la sua famiglia.
Ma il generale riesce a salvarsi e parte immediatamente al galoppo verso casa propria, avvolto dalle tenebre della notte, con la consolazione del pensiero della moglie e del figlio che lo stanno aspettando; ma uno straziante scenario lo attende, perché scopre i loro corpi tinti di sangue e impiccati. Da quel momento Massimo giura vendetta contro Commodo e getta tutta la rabbia della sua spada sulle gole dei suoi avversari e sullo stesso neo-Imperatore, per vendicare i suoi cari e la Repubblica, prima della venuta dell’Impero.
Una pellicola travolgente e commovente. Indimenticabili le scene di combattimento nell’arena, dove il protagonista ispanico, solo o collaborato da altri gladiatori, riveste il ruolo di protagonista indiscusso dell’azione, grazie alla recitazione ferma e grintosa di Russel Crowe. Per quanto riguarda Joaquin Phoenix, non poteva essere che lui il Commodo spietato, crudele e folle che fa di tutto per cancellare da ogni mente il nome del rivoluzionario Massimo. Anche i personaggi di minor rilievo hanno sostenuto benissimo la parte del loro personaggio: l’elegante Connie Nielsen per l’imperatrice Augusta Lucilla, sorella di Commodo; Oliver Reed che veste la toga di Proximo, ex gladiatore che sarà come un maestro per Massimo; Richard Harris, il saggio e buon Marco Aurelio, figura nobile e amabile allo stesso tempo.
Il tutto è infarcito da frasi ad effetto, divenute massime famosissime tra appassionati e non del film del nuovo millennio, e da musiche straordinarie dirette dal maestro delle colonne sonore: Hans Zimmer. Il punto forte de “Il Gladiatore” penso risieda proprio nella scelta dell’epoca di ambientazione: era da tanto tempo che il genere storico aveva bisogno di una ventata d’aria fresca e il signor Scott, secondo me, è stato molto coraggioso a puntare tutto sulla produzione di questo film, che, alla fine, gli fruttò ben cinque premi Oscar e apprezzamenti di critici e cinofili in tutto il mondo.
Come si vede, l’eco dei gladi di questo film, si sente forte e chiaro ancora oggi.
Federica Maria Rotulo

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1 Comment
  1. Author
    federotulo 5 anni ago

    Chiedo scusa, quest’articolo non c’entra proprio niente con la traccia dei telefonini usati in classe. Ho erroneamente pubblicato quest’articolo, credendo di postarlo sotto al video dell’ultimo film che abbiamo visto.
    Per favore, chiunque visualizzi quest’articolo e possa cancellarlo, lo faccia.
    Mi scuso ulteriormente per quest’errore abbastanza increscioso.

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