La questione dell’utilizzo del cellulare a scuola è di per sé recente, ma nonostante ciò è alquanto spinosa. La maggior parte dei giovani, si potrebbe dire la totalità, possiede un telefonino e una percentuale non indifferente lo porta con sé in classe. Cosa c’è di buono o di sbagliato in questo? Può il nostro smartphone essere utile a scuola o dovremmo invece “dimenticarlo” a casa? Insomma, come dobbiamo comportarci? Sappiamo bene che una volta acquistato l’apparecchio ci viene fornito anche un piccolo manuale di istruzioni, tuttavia in esso manca qualcosa. Ci viene detto come usufruire delle sue funzioni, ma non come e quando usarlo nella vita di tutti i giorni. Di primo acchito sembra inutile e quasi offensivo sentirsi dire come usare un cellulare, dato che molti oramai vivono quasi in simbiosi con esso, ma forse il breve “elenco” che segue farà cambiare idea a qualcuno di noi. Si tratta di poche semplici regole e consigli che potrebbero rendere più facile per tutti usare il telefono a scuola. Non si tratta di vietare del tutto l’utilizzo dell’apparecchio, ma nemmeno di concederne un uso indiscriminato. Insomma, la via di mezzo è sempre la migliore.
Come è giusto che sia, in classe deve essere tenuto in modalità silenziosa e con la connessione dati disattivata. Ancor meglio sarebbe tenerlo in modalità offline, così da eliminare ogni possibilità di contatti con altre persone. Se anche per qualche ragione si dovesse mantenere la connessione alla rete, occorre che tutti noi facciamo un appello al buon senso ed evitiamo di utilizzarlo per i social network o comunque per mandare messaggi e telefonare. Evitare tutte queste distrazioni porta benefici da non sottovalutare: in primo luogo si seguono meglio le lezioni e in secondo ci si “disintossica” e si perde o previene la dipendenza. Se anche non bastasse questo, si tratta di una questione di rispetto: siccome c’è qualcuno che ci sta parlando e cerca di prepararci al futuro, il minimo che possiamo fare è ascoltarlo e sicuramente nessuno rimarrà deluso.
È stato dimostrato come lo smartphone sia spesso usato come strumento per lo studio, in quanto collegandosi alla rete permette di navigare sul web e cercarvi informazioni. Sembrerebbe allora utile lasciarlo utilizzare a tal fine… In realtà ciò comporterebbe una difficoltà nel seguire l’attività degli studenti, in quanto nulla può realmente testimoniare cosa stiano cercando su internet se il professore non controlla ciascuno costantemente. Per questo motivo, è e sarà sempre impossibile che sia permesso questo tipo di utilizzo durante le ore di lezione. Al contrario, si potrebbe concedere di attivare la connessione nel caso in cui il docente, dopo aver eseguito una ricerca, se le informazioni da aggiungere sono tante da non poter essere dettate, abbia creato un file apposta e desideri inviarlo ai propri studenti. Fatto ciò, infatti, questi ultimi potrebbero seguire la lezione sul piccolo schermo (scollegandosi nuovamente).
È stato detto che non si sarebbe vietato l’uso del telefono, eppure fino ad ora esso è stato molto ridotto. Questo è accaduto perché si è parlato solo dell’uso durante la lezione, che è risultato impossibile. Al di fuori, invece, l’apparecchio potrebbe trovare largo impiego. Escludendo il supporto allo studio, si potrebbero creare applicazioni (magari con l’aiuto degli indirizzi informatici delle varie scuole) ad esempio con l’orario di ogni classe, con spazi comuni su cui condividere appunti e materiale didattico da ogni lezione o che possano essere impiegate per attività in laboratori scientifici di licei e istituti tecnici o che semplicemente possano dare una mano negli esercizi a casa.
La domanda però che gira nelle menti di tutti è: “è giusto consegnare ai professori i telefonini a inizio lezione e riprenderli solo alla fine?”. Si sente spesso di persone che si lamentano perché un insegnante pretende che i cellulari siano tutti raccolti sulla cattedra, ma quanto hanno ragione? La risposta che gli studenti vorrebbero è “Non è giusto” e forse non hanno del tutto torto. Procedere in questa maniera aumenta la pesantezza del divieto e porta a far crescere la voglia di romperlo. È vero che se l’oggetto del desiderio non è nelle mani dell’alunno, sarà impossibile per lui utilizzarlo e via discorrendo, così come è vero che non raccoglierli permette a qualcuno di trasgredire le regole. Tuttavia, la questione si può eliminare in un semplice modo: cambiare la nostra (degli alunni) mentalità. Se ci rendessimo davvero conto dell’inutilità del trasgredire le regole e dell’utilizzare smodatamente la tecnologia, forse il problema del “cellulare in classe” sparirebbe in men che non si dica.

0
1 Comment
  1. miristella 4 anni ago

    Il titolo che hai inserito

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account