“[…] È severamente vietato l’uso del telefono in classe durante le lezioni, nel caso in cui questa regola fosse violata è previsto il ritiro immediato del dispositivo e la sospensione dalle lezioni per almeno un giorno”. Questo è quanto scritto nel Regolamento d’Istituto. Gli stessi istituti che non consentono l’uso del telefono allo stesso tempo stanno cercando di digitalizzarsi installando lavagne interattive ed usando computer e tablet. A questo punto le domande sorgono spontanee: non permettere l’uso del telefono in classe non è una contraddizione? Utilizzare il telefono non sarebbe un passo in avanti verso la digitalizzazione? È vero, il telefono se utilizzato male è uno strumento poco utile e di distrazione, di conseguenza sarebbe giusto applicare la regola, ma ciò accade perché gli studenti non sono educati al suo buon uso. Questa regola crea quindi una barriera tra chi la applica e gli studenti, in quanto gli ultimi non riescono a vedere la coerenza di chi prima proibisce e poi incentiva l’uso di uno strumento di per se positivo, ma che senza qualcuno disposto a trovare un sistema per introdurlo in maniera corretta nel mondo della scuola resterà solamente qualcosa di demonizzato senza una reale colpa. Bisogna che tutti accettino i pro ed i contro dell’introdurre un sistema nuovo per lavorare a scuola, cercando di sensibilizzare le persone a farne l’uso più corretto possibile senza cercare di imbrogliare o di usarlo in maniera scorretta, ma restando coscienti del fatto che comunque ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarsene. Rimangono però molto più importanti le enormi possibilità che ci verrebbero date dall’uso dei cellulari in classe, piuttosto che dagli aspetti negativi che comunque potrebbero essere arginati mediante l’impegno e la voglia di capire come altri paesi che invece già li usano abbiano risolto a loro volta questo problema. In questi anni alcune scuole si sono impegnate in progetti per “classi 2.0” ed in alcuni casi addirittura “classi 3.0”, rivoluzionando il materiale usato per le lezioni e anche il modo di immaginare le aule. Qui vengono privilegiati i lavori di gruppo, dove sono gli studenti che prima sperimentano e poi vengono guidati dall’insegnante, rispetto alle classiche lezioni frontali che spesso non riescono a stimolare in maniera concreta i ragazzi e che si rivelano solo una grande fonte di nozionismo senza applicazioni concrete.

Se veramente i ragazzi vogliono ottenere sistemi per fare lezione più moderni è necessario che venga mostrato un grande grado di maturità, per incentivare dall’altra parte gli adulti a puntare su nuovi metodi che alla fine trasformerebbero enormi potenzialità in vantaggi concreti sia per i giovani che per gli insegnanti.

0
1 Comment
  1. miristella 5 anni ago

    Ciao “mada98”. L’articolo

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account