Cellulare in classe, sì o no? Il suo uso, stando ad indagini su studenti che lo scorso anno hanno terminato gli studi obbligatori, è in crescita esponenziale. Basta semplicemente addentrarsi per qualche minuto in una normalissima classe di istituti secondari di secondo grado e rendersi conto che l’uso del cellulare è diventato ormai uno “status-symbol”. A Canicattì come a Milano a Londra come a Tokyo. Sebbene numerose leggi in Italia ne vietino l’utilizzo all’interno della vita scolastica perché sarebbe un obbiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento delle lezioni. Maggiore distrazione minore efficacia dell’apprendimento, maggiore distrazione maggiore deconcentrazione: un rapporto direttamente proporzionale . E così circolari, ad inizio anno scolastico si susseguono una dietro l’altra inibendone il suo utilizzo. Ma siamo profondamente convinti che l’utilizzo del cellulare dipenda dall’uso che di esso si fa. Sarebbe allora opportuno pensare di utilizzarlo come si fa in Svezia dove smartphone e tablet sono fondamentali per seguire le lezioni a scuola. Purtroppo, la nostra realtà è ancora molto lontana dal modello degli stati nordici. E allora, è un fatto di cultura e di impostazione di un sistema scolastico che non ha saputo responsabilizzare a fondo gli studenti e che pertanto l’opportunità fornita dalla tecnologia diventa uno strumento di inopportunità, di difformità rispetto ad un modello avanzato di insegnamento. Il cellulare permette di reperire informazioni, di operare un intertestualità immediata e infinita. Acuisce il senso critico e di orientamento tra le informazioni. La lista dei vantaggi potrebbe continuare. Dunque, l’utilizzo deve essere mirato. Non può essere utilizzato solo a scopi ludici. Esso presenta infinite potenzialità che andrebbero solo analizzate per l’efficacia di un’azione didattica all’avanguardia e non demonizzate. L’utilizzo del cellulare, anzi, vivacizzerebbe la monotonia delle lezioni tradizionali, catturerebbe maggiormente l’attenzione di noi alunni perché parla con un linguaggio che è il nostro: un linguaggio multimediale come chiave di acceso alla complessità del nostro mondo. Ora invece ne diventa distrazione ed ostacolo alla comunicazione proprio perché è vietato. E il divieto eccita il vizio. Forse, è proprio il divieto che spinge a trasgredire anche attraverso la ripresa di filmati sulla vita scolastica. E il web ne è pieno. Allora tanto vale importare il modello svedese per migliorare le prestazioni scolastiche.

0
Commenti
  1. dada1998 5 anni ago

    Ciao, un’articolo molto bello

  2. hamid123 5 anni ago

    Un articolo strutturato molto bene, hai detto una cosa importante quando hai spiegato che usando i cellulari per spiegare le lezioni attirerebbe pi

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account