Le scuole italiane, dal 2007, hanno inasprito le norme che proibiscono l’uso dei cellulari durante le lezioni. Questa riforma venne attuata dal Governo Prodi con il Ministro alla Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni.
Gli smartphone fanno ormai parte della nostra vita. Magari soltanto per passar del tempo, ma è ugualmente utilizzato. Ebbene, il telefonino viene utilizzato in qualsiasi luogo. Nelle strade messaggiando, nelle piazze vedendo qualche video oppure nei luoghi dove dovrebbe essere vietato. Io sono il meno adatto a fare la patrimoniale perché lo utilizzo in qualsiasi luogo. L’ho persino utilizzato in chiesa tanto tempo fa. Non perché non lo usi più, ma è da tanto tempo che non vado a messa.
Però in un solo luogo non l’ho utilizzato, se non in orari ben specifici. A scuola.
La scuola è il nostro lavoro. Consideriamo che noi non svolgiamo nessun lavoro se non andare a scuola. Utilizzare il telefonino, quindi distrarsi dal lavoro, comporta semplicemente problemi. Facciamo un esempio. Durante una spiegazione di storia la professoressa detta degli appunti, magari la reputiamo noiosa e quindi siamo portati alla distrazione. Quindi utilizziamo il telefonino. Nell’interrogazione, la professoressa chiederà proprio gli appunti che aveva dettato. Noi non siamo stati attenti, quindi non sappiamo rispondere. Ebbene, l’utilizzo di questo mezzo improprio ha comportato la distrazione, la nostra preparazione ne è uscita lesa dall’interrogazione e di tutto questo ne risentono le nostre valutazioni.
Ma il vero problema non è dell’utilizzo dei telefonini, ma dei pochi controlli che fanno i professori. Certamente ad un alunno, se viene confiscato il telefonino, non si distrarrà. Avendo analizzato il problema, bisogna dare delle soluzioni.
Intanto in ambito normativo le norme dovrebbero essere inasprite ancora di più. Nessuno ha paura delle note disciplinari. La norma dovrebbe essere strutturata in questa maniera.
Se un alunno viene colto in flagrante per la prima volta, dovrebbero confiscare il suo telefonino, consegnarlo in presidenza e restituirlo ai genitori.
Se un alunno viene colto in flagrante per la seconda volta, il ragazzo rischia una multa che vada dai 30,50 € ai 305,00 €.
Se un alunno viene colto in flagrante per la terza volta, rischia un allontanamento dalle lezioni che va da 1 a 3 giorni. I consigli di classe decideranno la pena dipendentemente dalla gravità del danno.
Delle soluzioni momentanee potrebbero essere i disturbatori di frequenze cellulari. Questi oggetti trasmettono delle onde che disturbano i telefonini dal segnale del proprio gestore telefonico o dal Wi-Fi.
Per prevenire questi problemi, lo studio e le tattiche da attuare sono le uniche soluzioni. Oggi con i telefonini, ma è nata una nuova tecnologia: l’orologio smartphone. Non c’è nessuna legge che tutela questi mezzi… Sarebbe giusto studiare questo fenomeno. Purtroppo nelle nostre scuola ci sono professoresse troppo anziane che, al posto di svolgere il loro lavoro conoscendo l’alunno e i problemi che nel calo dell’attenzione, tende a “spiegare” la lezione con chi ascolta. Siamo dei ragazzi e di scuola, la maggior parte di noi, non ne vuole neanche con l’imbuto. Tendiamo a distrarci, ovvio. Ma anche voi professori tentate di entrare in contatto con i vostri alunni, i vostri figli. Capite il perché della loro distrazione. Questa è una soluzione papabile.

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1 Comment
  1. ricanews 5 anni ago

    Condivido con te che troppo spesso ci sono ragazzi che durante le lezioni utilizzano i cellulari in modo non adeguato e che questo va a scapito del rendimento scolastico. Come in tutte le cose ci vorrebbe buonsenso e rispetto per chi

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