Smartphone nel 2015 è sinonimo di personalità. Infatti solo chi ha il telefono più bello e più costoso allora può essere considerato una figura da seguire, mentre a chi non interessa la bellezza ma preferisce un dispositivo ad un prezzo più comprensibile viene considerato un poveraccio o meglio con termini giovanili “sfigato”.
Naturalmente il telefono non può essere lasciato in cartella o ancora meglio a casa, ma sta sempre con noi in tasca, oppure nelle ore di scuola…nell’astuccio.
Esatto nell’astuccio. Questo perchè lo studente medio deve sempre, in ogni istante della sua giornata, essere collegato ai vari social che possono essere Facebook, Youtube, Instagram, Twitter e tanti altri.
Perchè questo? Per il semplice fatto che usare il telefono in classe è molto più interessante che ascoltare una lezione di Economia o di qualsiasi altra materia. Il fatto di questo scandalo non è tanto dall’utilizzo del telefono in ore non opportune ma l’utilizzo del telefono in ore non opportune da alcuni studenti definiti ribelli.
Questa categoria si differenzia per alcuni aspetti rispetto lo studente medio.
Quest’ultimo il telefono lo usa di nascosto senza farsi “beccare”, o meglio, ci prova, mentre il ribelle se ne frega completamente e lo usa sempre, a scopi completamente non produttivi e a volte registra e scatta foto ai professori, divulgandoli in rete. Egli non sa però le conseguenze che potrebbero essere prese se un professore venisse a sapere di tutto ciò. Infatti non è la prima volta che si sente in Televisione che vari alunni sono stati sospesi e/o denunciati per violazione della privacy e divulgazione di materiale privato.
Insomma il telefono a scuola non dovrebbe essere usato o meglio dovrebbe essere spento e lasciato in cartella, però diciamo che se esso viene tenuto in silenzioso ed in tasca ma viene usato per guardare l’ora o alcuni accertamenti in ambito di un’argomento scolastico potrebbe anche essere chiuso un’occhio.

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