Acceso da circa dieci minuti, già faccio la connessione dati e comincio a vibrare in preda all’euforia più smodata ( anche perché il padrone mi ha alzato la vibrazione al massimo, per sentirmi meglio): due messaggi? Meno del solito… Allora uno è del gestore telefonico, so già che verrà eliminato tra poco, mentre l’altro è il gruppo di classe… Sembra che ci sarà la verifica di matematica su quelle slide che il professore ha mandato via mail alla classe, chissà se il padrone se le è ricordate… Mhm… Da come si colpisce la fronte con il palmo della mano intuisco di no… Nessun problema, chiude l’applicazione dei messaggi e, con fare abbastanza preoccupato, preme l’icona della mail che ho posizionato nella barra di accesso rapido… Conosco il mio padrone e so che ha poca memoria, quindi mi sono impostato in modo da poter accedere rapidamente a tutto. La mail si apre, facendomi caricare a fatica l’allegato, penso sia a causa del bus su cui sto viaggiando, la velocità non mi aiuta, ma con uno sforzo riesco ad aprire le slides su… Credo siano logaritmi, non ne sono convinto al cento per cento e pensare che probabilmente sono fatto da equazioni del genere. L’allegato è lungo da leggere, ma lascio al padrone tutto il tempo per assimilare il più possibile, prima che il bus fermi davanti alla sua scuola. Il padrone ha le mani nei capelli e mi sembra scosso, forse è troppo complesso per lui, ma ha ancora una buona mezzoretta per provare a capire. Per aiutarlo evito che arrivino altre notifiche indesiderate, ma il suono della campanella fa sussultare il padrone: lo vedo scosso e con gli occhi imbevuti di formule improponibili per una macchina, figurarsi per lui. L’ora è giunta, mi guarda con fare cupo e avvicina il dito al tasto di spegnimento, quando un ragazzo gli si avvicina: lo conosco, è uno della sua classe che mi riempie di immagini da scaricare di dubbio gusto morale. Dice qualcosa inerente al secondo cellulare, al non spegnere e usarmi nella verifica, cose impensabili; certo… Sarebbero d’aiuto al padrone, ma non si fa! Il mio buonsenso ha contagiato anche il padrone, che rifiuta la proposta dell’amico e si avvicina alla cattedra con me in mano, pronto a consegnarmi al docente, con il tasto tremante sul pulsante di spegnimento; poi un sospiro e il mio schermo diventò nero. Mi posso riposare, almeno per un po’, assieme agli altri telefoni e tablet, ma tengo la mia fotocamera fissa sul padrone (non ho occhi infondo, cosa avrei potuto puntare per vedere?) La mia attenzione è attirata dall’”amico” del padrone, che, credendosi furbo, tiene sottobanco il mio fratellino elettronico aperto sulle slide… Mi fa bollire i circuiti, ma non potevo fare niente… Non devo fare niente… Mi è bastato aspettare che il mio fratellino, dimenticato con i dati accesi, così come il volume, decidesse di intrattenere la classe con un concerto di cinguettii e vibrazioni, accompagnate da imprecazioni dell’individuo… Scena esilarante dal finale da notte degli Oscar: il ragazzo si alza in piedi, viene preso il nostro fratello, che, in trionfo, viene portato insieme a noi, mentre sul foglio del ragazzo viene scritto un numero che, dalla slide che ho letto prima, posso dire che è uguale a Log3(9)… 2! La verifica ci è messa accanto e tra le risate generali, notai che di matematica quel compito aveva solo il numero dell’esercizio… Perché, per quanto ne sappiano i miei circuiti, credo che Leopardi non sia un logaritmo!

La tecnologia che i telefoni forniscono, per circa il 33% dei casi, viene sfruttata dagli studenti per studiare e ripassare. Usarla durante i compiti e verifiche è come dell’usare i bigliettini. Il sequestro del dispositivo è il minimo per evitare questo problema, ma sarebbe più semplice se lo si spegnesse prima delle lezioni e basta.

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