Ogni giorno sono in grado di osservare il complesso e variegato mondo della scuola italiana dal punto di vista di uno studente dello scientifico, sopravvissuto a quasi quattro dei cinque anni previsti per poter dire di essere usciti vivi dal liceo.
Nella scuola che frequento non abbiamo dei posti preassegnati e, di conseguenza, prima o poi, tutti hanno l’occasione di stare nelle ultime file, le retrovie, o di “imboscarsi” in qualche maniera che faciliti l’utilizzo del cellulare in classe.
Assodato ciò è doveroso riportare che non tutti gli studenti, anche se ne hanno l’occasione, fanno uso del cellulare durante le ore di lezione e io posso fieramente asserire di farne parte; tuttavia il gruppo di facinorosi dalla facile distrazione è piuttosto nutrito. All’interno di quest’ultimo, c’è chi lo usa con costanza maniacale e chi in modo più sporadico, ma nonostante il diverso tempo di utilizzo, resta il fatto che utilizzare il cellulare in classe va contro le regole.
La domanda è: dato l’utilizzo così diffuso del suddetto mezzo tecnologico, è giusto cambiare il regolamento presente in favore di uno più permissivo e aperto?
La risposta non è così scontata come un ipotetico professore della vecchia guardia potrebbe immaginare. Innanzitutto c’è da chiarire lo scopo dell’utilizzo del cellulare all’interno dell’ambiente scolastico. Se controllo il cellulare per rispondere ai messaggi, allora è evidente che non si debba permettere il suo utilizzo, perché fonte di distrazione per l’utilizzatore e, probabilmente, per i suoi compagni. È altrettanto evidente che non ci sono validi motivi per impedirne l’utilizzo per scopi didattici; ad esempio, sarebbe molto comodo utilizzarlo per cercare rapidamente il significato delle parole che non si conoscono durante le ore di inglese o di altre materie.
Dal mio punto di vista, considerando la scuola italiana, credo che non siamo pronti a passare alla completa digitalizzazione dell’istruzione per diverse ragioni. Innanzitutto, serve del personale competente in materia, spesso carente all’interno delle mura scolastiche; l’installazione in molte classi delle inutilizzate e costose LIM ne è la prova. In secondo luogo, non credo sia possibile far passare il fatto che se si dà la possibilità agli studenti di utilizzare il cellulare, o affini, in classe la motivazione è strettamente collegata al miglioramento dell’offerta formativa che la scuola fornisce. Non è difficile capire che ci stiamo avviando verso un futuro in cui la scuola sarà completamente digitalizzata, ma non credo che, come al solito e forse un po’ pessimisticamente, l’Italia sarà allo stesso livello delle altre nazioni.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account