Quante volte al giorno usiamo il cellulare? Da un messaggio all’aprire un social, dall’orario al semplice sbloccarlo e fissare lo schermo. Lo smartphone è diventato ormai un oggetto sempre nelle nostre tasche, dalla mattina appena svegli alla sera fino a prima di addormentarsi. E l’utilizzo del telefono stesso cambia e diminuisce a seconda delle fasce d’età.
Secondo una statistica dell’istat, già dal 2011 il 92.7% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni utilizzava il cellulare, l’82.7% navigava in internet. Gli stessi dati scendono quando si parla degli adulti,e più si sale con l’età,più cambia il modo di utilizzo e il tempo.
Spesso il telefonino è utilizzato anche a scuola nonostante la direttiva del Ministro dell’istruzione (cfr. direttiva 15 marzo 2007), che impegna tutte le istituzioni scolastiche a regolamentare l’uso a scuola, con esplicito divieto durante le lezioni. Nonostante ciò le scuole sono autonome nello stabilire le sanzioni adeguate. La circolare afferma che “l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un’infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati a prevenire e scoraggiare tali comportamenti” e “è dunque necessario che nei regolamenti di istituto siano previste adeguate sanzioni secondo il criterio di proporzionalità, ivi compresa quella del ritiro temporaneo del telefono cellulare durante le ore di lezione, in caso di uso scorretto dello stesso” E se guardassimo per un attimo le cose da un altra prospettiva? È davvero utile vietare tutto ciò? Non tutte le scuole infatti possiedono aule multimediali con lavagne lim o tablet, tramite gli smartphone è possibile comunicare in tempo reale attraverso applicazioni studiate di proposito per la scuola o navigare su internet per cercare ‘breaking news’ e approfondire argomenti.
Ora come ora, soprattutto nelle scuole superiori, la maggior parte dei ragazzi utilizza i cellulari durante le ore di lezione noncurante di quello che è il divieto presente. Rispondere a un messaggio, aprire Facebook, Instagram o farsi un selfie o aggiungere uno snap, è considerato normale anche quando siamo a scuola. Sicuramente non è un comportamento corretto nei confronti dei professori che sono lì per fare il loro lavoro, ma vietare l’utilizzo degli smartphone troppo spesso limita le possibilità di organizzare una lezione più interattiva. Con la giusta motivazione da parte dei docenti, e una sana dose di buon senso da parte di ragazzi, si potrebbe trasformare gli smartphone da semplici macchine da social, a veri e propri portali sul mondo. Basta solo sapervi accedere in fondo. Speriamo che nel prossimo futuro gli smartphone siano sempre più presenti nelle scuole, per rendere la lezione più interessante, e non come rimedio per la noia.

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Commenti
  1. ricanews 3 anni ago

    Interessante il tuo elaborato, ben documentato e fluido. Condivido con te che il cellulare a scuola potrebbe essere utile, se impiegato in modo costruttivo, per

  2. paolox99 3 anni ago

    Sono d’accordo con te,infatti anche se il cellulare sarebbe vietato in tutte le scuole purtroppo sono veramente molti i ragazzi che oggi utilizzano troppe volte questo strumento in classe. infatti rispondere ai messaggi durante le lezioni

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