Il tempio di Selinunte in Sicilia è stato costruito nel sesto secolo a.C. e a causa della peculiare roccia calcarea di cui è composto non gli ha permesso una conservazione buona quanto quella di altri edifici dello stesso periodo costruiti invece in marmo.

Di questo edificio un tempo imponente non resta oggi che una distesa di macerie soggette alle intemperie. Il celebre scrittore e amante della cultura Greca, tema centrale della maggior parte dei suoi libri, Valerio Massimo Manfredi ha espresso la necessità di attuare un processo di ricostruzione per anastilosi, prima che i pezzi originali siano ulteriormente danneggiati. Tuttavia le polemiche non si sono fatte aspettare, si è criticata la ricostruzione comprensiva di materiali non originali per assicurare alla struttura stabilità (come previsto dalla tecnica che si era intenti ad utilizzare) perché si va a ledere l’autenticità del sito.

Personalmente credo che sarebbe molto bello per tutti avere la capacità di vedere come si dovesse mostrare il tempio quando era ancora in piedi, renderebbe l’esperienza di visita molto più immersiva e attrarrebbe un gran numero di turisti. Non si intende ingannare nessuno, occorre soltanto premettere che si tratta di una ricostruzione e non di un originale. Tra l’altro nello stesso sito a Selinunte ci sono altri templi che sono già stati sottoposti al processo con successo, quindi non vedo perché dovrebbe essere diverso per questo in particolare.

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