I dischi in vinile, introdotti per sostituire i vecchi dischi a settantotto giri in gommalacca, ebbero grande successo, costituendo a metà del secolo scorso un vero e proprio passo avanti nel campo delle invenzioni. Con l’introduzione nel commercio di altri mezzi più comodi per ascoltare la musica, questi supporti erano stati abbandonati, ma le statistiche chiaramente affermano che in Italia già dallo scorso anno si sono incrementati del 74% vendite ed acquisti di vinili e quest’aumento si prevede che non calerà. Questi dischi sono propriamente oggetti da collezione e quindi, con il passare degli anni, aumenta anche il loro valore sul mercato e dunque il prezzo; ai dischi in vinile incisi da artisti che hanno creato una parte della storia musicale, come ad esempio i Beatles, si affiancano quelli proposti da artisti recenti, come Adele e Marco Mengoni, che stanno avendo molto successo. Ritenuti oggetti da collezione, lì si conserva come ricordo di un’epoca passata, ma oramai i giovani difficilmente tornerebbero ad utilizzarli: la musica è diventata portatile, più comoda ed immediata, accessibile a tutti e quanti ricomprerebbero i Long Playing per ascoltarli? Questa generazione ormai è cambiata, nessuno dei ragazzi di oggi si appassionerebbe a questi oggetti che definirebbe vecchi e antichi, oggetti che però hanno lasciato un segno nella storia e ne hanno fatto veramente parte, portando una svolta nel campo musicale. Se si parla di comodità, il disco in vinile è in svantaggio rispetto ai nuovi mezzi, come gli mp3, ma se si tratta di consistenza, nulla da ridire: questi dischi riescono a trasmettere emozioni già dalla forma, mentre apprezzare canzoni scaricate da internet, senza nessun tipo di contatto, è meno diretto. La tecnologia non deve sopraffarci e forse anche per questo sono stati reintrodotti nel commercio i dischi in vinile, senza i quali neppure le moderne invenzioni in questo campo si sarebbero evolute.

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1 Comment
  1. martinamaida 3 anni ago

    complimenti, hai scritto un bell’articolo.

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