Introdotto nel 1948, perfezionato e amato negli anni, fino a cadere in disuso agli albori del duemila, il vinile è stato superato più volte dal punto di vista tecnico a causa della nostra incessabile ricerca del migliore, del performante. Eppure, questi vecchi dischi sono in qualche modo sopravvissuti, sebbene siano praticamente pezzi d’antiquariato, opere antiche, ma anche simboli di una cultura passata, che raccontano una loro storia.
Il vistoso calo di diffusione di vinili e giradischi è dovuto soprattutto alle nuove tecnologie, che ci propongono modi sempre meno ingombranti e più immediati per ascoltare la musica. Non che sia un male, certo: quante volte capitavano incidenti, graffi e ogni genere di problemi ai nostri amati (e costosi, anche) vinili e giradischi? La scelta di ascoltarli non è poi così immediata, se ci si vuole impegnare a preservarli, a non sciuparli. L’innovazione può di certo far storcere il naso ai non pochi nostalgici e danneggiare in parte la tradizione, raschiando via dal mondo un non trascurabile frammento della sua storia, ma viene sicuramente incontro a questa necessità conservatrice.
Il giudizio sull’utilizzo o meno del vinile rimane a discrezione dell’utilizzatore. Per quanto ci riguarda, se abbiamo a cuore un nostalgico della vecchia scuola musicale, arricchire la sua collezione personale di vinili a Natale gli farà quasi sicuramente piacere.

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