Basta uno sguardo a dati e statistiche per vedere che la musica a 33 giri sembra essere tornata di moda. Con la rivincita dei giradischi, i più diffusi supporti per la produzione audio di materiale pre-registrato fino agli anni ’70, poi sostituiti dalle musicassette e dai cd audio, le vendite dei dischi in vinile, che nei primi anni del nuovo secolo tornarono a essere venduti nei negozi come prodotto di nicchia, oggi in Italia e negli USA sono aumentate, con una conseguente rinascita delle hit-parade e delle trasmissioni televisive a essi dedicate.
Di certo una buona notizia per gli appassionati di altri tempi e per i collezionisti.
Con lo sviluppo delle nuove tecnologie ascoltare la musica non richiede alcuno sforzo, se non una ricerca su YouTube e un pratico download: si preferisce scaricare la musica online, spesso illegalmente, piuttosto che vedere scaffali colmi di album e cd dei propri artisti preferiti.
Se per i nonni abituati ai loro tempi a riunirsi per ascoltare la musica questa diventa un’occasione per rivivere le emozioni vissute, per ricordare la loro gioventù e riportare alla mente i ricordi del rumore della puntina che scende sui solchi e del fruscio che precede l’inizio del brano, per i giovani potrebbe non essere così entusiasmante; loro non rinuncerebbero alla rapidità delle tecnologie moderne.
I giovani che li acquisteranno saranno i più curiosi, come me, desiderosi di rivivere l’emozione di ascoltarlo con i miei nonni come quando ero piccola, di immergermi in un suono caldo, ricco e morbido e di apprezzare la nota dinamica del suono che solo quel disco di 33 giri può donare.

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