Il progresso tecnologico aumenta in maniera esponenziale e a volte è impegnativo stare di pari passo con i tempi. La difficoltà maggiore è riscontrata negli anziani, che necessitano costantemente di un occhio vigile, che li segua, li guidi durante la giornata.
Geniale è l’aggettivo conducibile alla nuova e fresca invenzione, Coro, il robot che facilita le azioni quotidiane nella vita degli anziani; già i primi prototipi sono stati lanciati e presto saranno utilizzati nelle case di riposo.
Una rivoluzione nella vita di persone anziane invalide e incapaci di svolgere le attività della routine quotidiana, un sospiro di sollievo per i figli o parenti sormontati da impegni, riunioni, lavoro.
Ma compiamo un passo indietro e poniamoci la domanda: “Fino a che punto la tecnologia sostituirà i nostri doveri morali di aiuto e solidarietà?”
Oggi il tempo sembra scorrere come un treno ad alta velocità, non ci sembra di doverlo “sprecare” per gli altri, ben che meno per gli anziani, i quali si sentono continuamente fuori posto in mezzo all’incessante processo tecnologico.
Gli anziani, così come uomini, bambini e giovani, hanno bisogno anch’essi di essere ascoltati, di ascoltare, di sfogarsi, di essere un animale sociale all’interno di un contesto che esclude i più deboli, di vivere e non sopravvivere.
Possono questi nuovi prototipi robotici darci tutto questo? Possono offrirci umanità?
La solitudine uccide nella propria interiorità, può portare a conseguenze ben peggiori delle malattie, e può essere curata con solamente un pizzico di umanità, bontà e affetto, che sia donato da una badante, un figlio, un amico, un parente.

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1 Comment
  1. ricanews 4 anni ago

    Bello e ben sviluppato il tuo articolo, con un linguaggio scorrevole e piacevole. Mi

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