Ormai i robot hanno iniziato a comparire nel nostro mondo, proprio come ci immaginavamo. Quando furono creati qualcuno ipotizzò che lentamente avrebbero anche sostituito l’essere umano nelle attività domestiche, e qualcun altro rideva di queste supposizioni perché riteneva l’ambito industriale l’unico possibile per un loro impiego. Invece no e Coro lo dimostra: un robot-badante dalle mille funzionalità. Coro viene considerata un’invenzione utile, perché sostituisce le badanti e fa risparmiare delle spese allo stato. Sono efficienti 24 ore su 24 e riescono a coprire anche le domeniche quando in genere le badanti hanno la giornata libera. Parrebbe l’innovazione del secolo, presentata così, in realtà però l’anziano ha delle esigenze che richiedono indubbiamente la presenza umana. Mi riferisco al caso di qualche grave malessere improvviso che un robot non saprebbe di sicuro affrontare. I robot senza dubbio supplirebbero a chi svolge le faccende domestiche, ma non potrebbero mai sostituire le badanti in tutte le altre mansioni, perché solo loro possono aiutare gli anziani nei momenti di grande bisogno e farli sentire a proprio agio con il loro affetto e con le loro emozioni. Purtroppo molti la pensano diversamente, poiché considerano il robot più affidabile della badante, perché sanno con certezza che esso non dimenticherà mai di dare le medicine nel momento esatto della giornata e di svolgere altre faccende importanti, però sottovalutano che vi sono aspetti di cui l’anziano ha bisogno come la felicità di un vero contatto umano.

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