Due telecamere al posto degli occhi; capace di sollevare cinque chili; intelligentissimo; svolge i lavori domestici, fa la spesa e dá le medicine.
Insomma, vi presento Coro, il robot – badante ideato dalla scuola superiore Sant’Anna di Pisa e sperimentato in una casa di riposo a Firenze assistendo venti anziani. Nessuno finora si è lamentato di Coro, quindi potrebbe essere il badante perfetto.
E’ un tuttofare, potrebbe fare da badante agli anziani?
Beh, in Italia il lavoro già non abbonda e, con l’entrata nel mercato del robot, ci rendiamo conto di quante persone perderebbero il loro lavoro?
In più, non tutti potrebbero permettersi un robot del genere. Il suo costo arriva anche a toccare i diecimila euro.
Potrebbe davvero sostituire la mano dell’uomo?
Certo, non nego la sua abilità nelle faccende domestiche perché, chissà, potrebbe anche essere più capace dell’uomo. Ma riguardo alle emozioni e ai sentimenti non c’è paragone tra i due.
Si tratta soltanto di un’apparecchio programmato, freddo, lontano emotivamente dall’uomo, duro… Non prova sentimenti nè ne comunica. Non ama, non dà affetto, ciò di cui gli anziani hanno più bisogno per affrontare e superare la solitudine quotidiana. Più che di cure, hanno bisogno di amore, affetto ed emozioni che solo la macchina umana può produrre! La macchina migliore è l’uomo! Che ce ne facciamo di un’altra quando abbiamo già la nostra?

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