In Italia sono già 830.000, più della metà illegalmente o perché non ha il permesso di soggiorno o non ha un contratto di lavoro: si tratta delle badanti, figure fondamentali per i nostri anziani, cui tengono compagnia e di cui si occupano, aiutandoli nelle piccolezze che a noi sembrano scontate come prendere una medicina, o accompagnandoli durante le loro rituali passeggiate per il paese… Ci sono però badanti meno affidabili che, approfittando dell’ingenuità dei teneri vecchietti, magari gonfiano a loro vantaggio la lista della spesa, rubano qualche gioiello e s’intascano banconote senza farsi vedere. I figli degli anziani sono sempre più attenti a questi assistenti e quindi alcuni studenti della scuola superiore Sant’Anna di Pisa hanno pensato bene di costruire un robot con molte delle funzionalità delle badanti. Il robot in questione si chiama Coro ed è stato ideato per accelerare la produzione di macchinari per l’assistenza alla terza età. Adesso Coro lavora presso la casa di cura per anziani a Firenze e, se supererà il vaglio di Bruxelles, sarà disponibile nel mercato in tre versioni-badanti: Coro per il condominio, Doro per il domestico e Oro per le passeggiate. Il robot è capace di compiere molte azioni quotidiane, come per esempio fare shopping online, buttare la spazzatura e recarsi in un determinato posto. Uno dei difetti che ha è quello di non riuscire ad interagire personalmente con l'”utente”: é utile comunque ai nostri anziani o è meglio continuare con le solite badanti? Questa sarà la decisione che dovrà prendere la commissione a Bruxelles e, se passerà, speriamo tutti che il robot sia una piacevole novità alternativa per i nostri nonni.

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1 Comment
  1. hanaa 4 anni ago

    Ciao benedettamot!
    Hai scritto un articolo in modo chiaro e semplice, senza commettere molti errori grammaticali o di battitura. Il titolo a parer mio non

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