Il Giappone è uno dei paesi con il maggior tasso di popolazione over 60 e sta affrontando pressioni socioeconomiche a causa di questo fatto. Questo significa che l’assistenza agli anziani richiede una quantità crescente di risorse e lavoratori che ovviamente lo stato non è in grado di garantire. La soluzione sembra essere l’uso di robot-badanti capaci di prendersi cura dei familiari più anziani. E’ un concetto su cui il Giappone lavora dal 2013 e molte aziende del territorio e straniere hanno iniziato a produrre prototipi e modelli funzionanti con sembianze umane capaci di rispondere agli ordini e di interagire con le persone rendendole più autosufficienti e sicure.
In Italia la situazione è leggermente differente rispetto al Giappone, paese in cui le regole sull’immigrazione sono più rigorose rispetto al nostro: infatti, il Bel Paese negli ultimi decenni ha visto la crescita delle badanti straniere, provenienti per lo più dall’est europeo, che si prendono cura degli anziani in difficoltà.
Con l’introduzione sul mercato del robot Coro, ideato da italiani, non solo si produrrebbe un aumento della disoccupazione con la conseguente perdita di molti posti di lavoro, ma i rapporti umani verrebbero completamente rimpiazzati. A parer mio un robot è certamente in grado di fornire aiuto a coloro che si trovano in situazioni di difficoltà e/o non sono autosufficienti, ma non sarà mai capace di trasmettere e percepire sentimenti quali l’amore e l’attenzione, sentimenti di cui hanno molto bisogno le persone nei loro ultimi anni di vita.

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1 Comment
  1. ricanews 5 anni ago

    Molto bello il tuo articolo, scritto in modo corretto e semplice.
    Il tuo pensiero, che condivido in pieno,

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