Da pochi anni le unità robotizzate sono entrate a far parte della nostra vita, per compiere ruoli impossibili da parte dell’uomo e per semplificare alcuni lavori particolarmente duri e faticosi. La robotica si sta sviluppando e con essa anche gli stessi robot che ora hanno compiti e ruoli sempre più differenti. I robot-badanti sono programmati per fare la spesa, comprare medicine, gettare via la spazzatura, andare in lavanderia e garantire la sicurezza in casa dell’anziano. Dalla sperimentazione sono emerse interessanti indicazioni su come migliorare la tecnologia, rendendola ancora più amichevole, adeguandola il più possibile alle reali esigenze dei pensionati. Nel caso in cui la porta di casa dell’anziano rimane aperta, per esempio, il robot invia prontamente messaggi e notifiche sul tablet del proprietario o di chi assiste il malato. Ed ancora camminate assistite con braccioli per accompagnare l’anziano a fare la spesa. Con il robot che non solo ricorda la strada preimpostata ma anche la lista di cose da comprare, inviate al sistema da un familiare lontano. Con i robot si chiacchiera anche. Ad esempio, se escono per fare la spesa, al ritorno avvisano con una notifica audio «spesa arrivata» cosi come per l’acquisto di medicinali. Un’altra sperimentazione permette invece l’assistenza di robot a pazienti invalidi nella post degenza. Ma quanto costa un robot per l’assistenza di un anziano? Un prototipo costa fino 65 mila euro, che scenderà a 10 mila euro appena si entrerà in produzioni di massa. Robot dotati di optional di base costano invece anche 3 mila euro. Questa necessità di sviluppare robot è derivata dal fatto che con lo sviluppo della medicina, l’aspettativa di vita dei cittadini è notevolmente aumentata, ed è aumentato pertanto il numero di persone anziane che vivono da sole in condizione di “fragilità”. Nel passato, gli anziani vivevano all’interno della loro famiglia d’origine ed avevano un ruolo ben preciso che era quello di trasmettere conoscenze ed esperienza nella produzione di beni agricoli, principale fonte di reddito, un tempo, dell’intero nucleo. Oggi, nella società moderna, la famiglia non è più allargata, i figli abitano spesso lontani e il lavoro predominante non è più quello agricolo. Gli anziani vivono soli e solo in rari casi possono avvalersi dell’aiuto dei parenti. In questo contesto, è cresciuto, in modo esponenziale, il loro bisogno di potersi avvalere di persone addette all’assistenza, in grado di soddisfare i loro bisogni primari. Ciò ha portato al ricorso smisurato alla figura della badante, spesso provenienti da paesi in via di sviluppo con culture ed abitudini di vita estremamente diverse rispetto a quelle degli anziani che vengono dalle stesse assistiti. Molte persone anziane però rifiutano la presenza nelle loro case di assistenti che non conoscono e si ritrovano quindi a vivere soli in situazioni di estrema difficoltà in quanto le loro condizioni di salute non permettono loro di soddisfare i bisogni prioritari come per esempio fare la spesa, pulire l’abitazione e preparare i pasti. Ecco allora che investire nella tecnologia per affrontare il problema è assolutamente necessario perché permette di migliorare le condizioni di vita alle persone “fragili” mantenendo le stesse presso il loro domicilio in situazione di sicurezza e di autonomia.
Dal 27 febbraio 2015, ha avuto inizio “Robot Era”, il progetto europeo coordinato dall’istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Al centro del dibattito c’è l’utilità del robot per uso domestico e relative agevolazioni offerte, nella vita quotidiana, soprattutto alle persone anziane e/o disabili. Sono state presentate ben tre tipologie di sistemi robotici capaci di migliorare qualitativamente la vita degli anziani: il robot domestico che agisce in casa e offre la possibilità di fare la spesa online, quello condominiale che fornisce servizi di sorveglianza e trasporto e quello fuori casa, capace di muoversi agilmente per strada, percorrendo le vie cittadine. Si tratta di robot capaci di sostituire in tutto e per tutto l’assistenza che normalmente solo una badante in carne ed ossa sa dare ad un anziano. Sono stati progettati per integrarsi alla perfezione in ambienti intelligenti, ovvero adattati per ospitarli, e interagire tra di loro oltre che con le persone. Questi innovativi robot-badanti possono trasformare la vita di tutti coloro che hanno perso l’autosufficienza e non possono condurre una vita in totale autonomia, rendendo possibile uno stile di vita sano e indipendente e migliorando la qualità della vita di chi ne fa uso.
Secondo me l’utilizzo di automi-badanti è molto efficace perché permette all’anziano di avere una propria autonomia senza ricorrere alle badanti, che avendo abitudini diverse spesso si scontrano con quelle dell’anziano che si sente invaso nella propria intimità. Penso quindi che un robot-badante in grado di assolvere molti compiti essenziali alla vita della persona “fragile” possa essere un ottimo strumento che offre dignità e maggior qualità di vita all’anziano che sceglie di vivere solo e in maniera autonoma.

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